cover of Riccardo Baruzzi & Pieter Vermeersch. Resonance
Pieter Vermeersch, Untitled, 2019, olio su tela, 3 pannelli, 285 x 148 cm cad. Courtesy the artist & P420, Bologna. Foto S. Pellion di Persano

Resonance / Ecnanoser propone un’esperienza sinestetica, un transfert percettivo tra il mondo visivo e quello acustico, nella forma di una mostra e un album in vinile. […]

Nel doppio titolo, il termine Resonance, riferito alla mostra, rimanda alla definizione polisemica di risonanza ma anche alle sue qualità di amplificazione e riduzione, di spazialità e temporalità; mentre Ecnanoser, che è il titolo dell’album, agisce come un’interferenza. Versione rovesciata della parola resonance (letta al contrario), Ecnanoser richiama un aspetto occulto e poco noto della pratica artistica. Nel suo evocare un dialetto sconosciuto e futurista, una lingua dimenticata, un’eco di echi, Ecnanoser apre un’altra via d’accesso al linguaggio dei due artisti. […]

Oltre agli interventi visivi e grafici degli artisti, il disco incarna allora uno spazio per la diffusione delle pratiche più diverse. Vi troviamo, tra gli altri, dei brani delle performance di Fluxus, alcuni audiopoemi di Henri Chopin, musiche e pezzi sonori o parlati di Martin Kippenberger o Lawrence Weiner, antologie di poesie underground del collettivo Giorno Poetry Systems (fondato da John Giorno con la complicità di William S. Burroughs e Brion Gysin), o le canzoni di Dorothy Iannone (dal suo album-libro d’artista del 1977 Follow me. I Am Tender, I Am Just) per citare solo alcuni esempi. […]

Dal punto di vista acustico, la sperimentazione da parte di non musicisti apre il campo a nuove sonorità, prodotte da un dilettantismo creativo e liberatorio: “E insomma dobbiamo capire che il dilettantismo è la forma attraverso la quale il nuovo quasi sempre si esprime”.

Le opere di Riccardo Baruzzi e di Pieter Vermeersch presentate in mostra sono di per sé silenziose, proprio come l’oggetto in vinile non ancora attivato dalla macchina. Tuttavia, quando ci si avvicina, si scopre la loro sonorità interiore, la dimensione profondamente acustica e ritmica.

Mentre la serie dei Quadri Audiofili (2019) di Riccardo Baruzzi sembra voler contenere, mediante l’uso di pannelli fonoassorbenti, il frastuono delle narrazioni complesse legate alla storia della pittura in un approccio al tempo stesso virtuoso e improvvisato, i dipinti su marmo di Pieter Vermeersch si ergono come placche (dischi) di registrazioni geologiche millenarie, riattivate dal caso, dallo strato e dalla soggettività della pittura.
L’incontro di questi due artisti culmina nella realizzazione di un’opera congiunta pensata appositamente per questo progetto nella galleria P420.
Il murale Blue (0%-100%) di Pieter Vermeersch, lungo 16 metri, si estende come uno spazio temporale di accelerazione espressiva. L’opera diventa una zona ospitale in cui Riccardo Baruzzi interviene con una serie di azioni concrete e grafiche declinando i gradi della pittura, come la testa di un diamante che scivola fuori dai solchi del disco, per estrarre dalla musicalità pittorica una nuova risonanza.
[Lilou Vidal]

Mostra a cura di Lilou Vidal in collaborazione con Luca Cerizza


Orari di apertura ART CITY Bologna:

Venerdì 7 e domenica 9 maggio h 10.30 -13.30 / 15-19.30
Sabato 8 maggio h 10.30-19.30

Orari di apertura ordinari:

h 10.30-13.30 / 15-19.30

Ingresso:

gratuito

da ven 7 mag — a ven 23 lug
@P420

Riccardo Baruzzi & Pieter Vermeersch. Resonance

mostra | gallerie e altri spazi espositivi ART CITY Bologna 2021