copertina di Triste Film Festival
dal 29 al 31 maggio 2026
  • @ Làbas

Triste Film Festival

quarta edizione

Tears of rage, tears of grief

Why am I always the one who must be the thief? Come to me now, you know we're so alone

And life is brief

Bob Dylan & The Band (The Basement Tapes, 1975)

 

Tornano a sgorgare le lacrime con la quarta edizione del festival più malinconico d’Italia: il Triste Film Festival. Un’edizione particolarmente “risentita” che si terrà a Bologna il 29, 30 e 31 maggio al Làbas di Vicolo Bolognetti.

In questo tempo che nega e calpesta con sfacciata brutalità ogni valore umano e umanitario senza possibilità d'appello, in cui il dolore e la disperazione si alternano a sensazioni di impotenza, disprezzo, furia e rancore, la rabbia diventa un sentimento fondamentale da riscoprire, da sviscerare, da ripensare in tutte le sue sfaccettature.

Quante volte stringiamo i denti e i pugni osservando ciò che accade, pensando a cosa potremmo fare per impedire soprusi e ingiustizie? Quante volte ci siamo sentiti sopraffatti dall’ira, non riconoscendo i trigger capaci di innescare certe reazioni, senza riuscire a contare fino a dieci? Quante volte, guardando un film, ci siamo riconosciuti in certe urla? Quante volte avremmo voluto fare irruzione nell’inquadratura per calmare le acque? E quante volte ancora abbiamo pianto, sopraffatti da un dolore che — ne siamo certi — “si poteva evitare”?

Quest’anno il Triste Film Festival cerca di dare un senso alla rabbia individuale nel difficile tentativo di trasformarla in coscienza collettiva.

In Cani di Cesare Barbieri (2025) , Ester trova il suo cane Tom morto sul ciglio della strada. Sa che non è stato un incidente. Inizia così la sua indagine, che la porterà a confrontarsi con sensi di colpa e violenza, sia umana che animale. In Hard Truths ( Scomode verità ) di Mike Leigh (2024) Pansy decide di parlare solo e soltanto per litigare. A casa, al supermercato, in un parcheggio: chiunque le capiti a tiro si trova ad affrontare la sua ira. Mentre suo marito Curtley è impegnato a parare i colpi dell'ansia e dell'aggressività, il figlio scivola nel silenzio per sfuggire a sua madre e ai bulli.

L’unica che non ha paura di Pansy è sua sorella Chantalle, che di questa rabbia feroce e sproporzionata riesce a intravedere le radici. [venerdì 29 maggio h. 20:45]

Il disagio sociale e i conflitti generazionali rischiano di culminare in un crescendo di alienazione e violenza se non si cercano strumenti condivisi per comprendere le ragioni della rabbia. Over the Edge di Jonathan Kaplan (1979) è stato uno dei film preferiti di Kurt Cobain, ma soprattutto un’opera capace di catturare la frustrazione di abitare un corpo bambino che tende verso il mondo spietato degli adulti, la desolazione del moralismo e delle villette a schiera. Al termine del film, Bambini coi coltelli , conversazione sul tema con Collettiva Un’altra . [sabato 30 maggio h. 10:30]

In Bait di Mark Jenkin (2019) la rabbia fa i conti con la turistificazione: Steven organizza crociere per turisti sul peschereccio ereditato dal padre, mentre Martin fa il pescatore (senza una barca propria). I fratelli Ward incarnano le due identità del loro piccolo villaggio della Cornovaglia, dove persino la casa dove sono cresciuti è diventato un alloggio per turisti. Le pretese dei villeggianti cercano di nascondere la ruggine che circonda Martin e il suo attaccamento alla storia del luogo, ma il prezzo da pagare per adeguarsi alle parodie del capitalismo è più alto di quel che si pensa. [sabato 30 maggio h. 16:00]

Adattato dall'omonimo libro di Despentes, Baise-Moi di Virginie Despentes e Corali Trinh Ti (2000)

manda immediatamente in corto circuito lo spettatore. Dopo essere stata rapita e violentata, Manu

reagisce alle accuse del fratello che la incolpa di quanto successo. La sera stessa incontra Nadine, la cui giornata non è stata meno violenta, e insieme partono per un road trip pericoloso. Per gli altri. Al termine della proiezione, Coming of Rage , conversazione sul tema con Margherita Minelli di Some Prefer Cake / Bologna Lesbian Film Festival . [sabato 30 maggio h. 16:00]

A proposito di rabbia, chi può parlarne meglio di Bruno Tognolini ? Scrittore, poeta e sceneggiatore cagliaritano di nascita e bolognese d’adozione, incontrerà il pubblico del Triste Film Festival per recitare alcune delle sue famigerate invettive per le grandi rabbie dei piccoli, e per le piccole rabbie dei grandi. Poesie furiose, amare, esagerate, dolenti e spassose, che offrono ai bambini e agli adulti arrabbiati “parole per dirlo”. Con lui proveremo a rispondere alle domande che ci accomunano: “a cosa serve esorcizzare la rabbia attraverso l'arte?”, “come trasformare un’emozione individuale in un’azione collettiva nel mondo?” e altre amenità.

[sabato 30 maggio h.20:00]

Sfruttando il leitmotiv della rabbia nella carriera comica di Adam Sandler (dal Saturday Night Live a Happy Gilmore), Punch-Drunk Love ( Ubriaco d’amore ) di Paul Thomas Anderson (2002) si conferma ancora oggi un piccolo grande gioiello che non è mai stata una rom-com, ma un’ode al disagio e all’assurdo, un film ricco di piccole tensioni, disseminato di ingiustizie e inafferrabili stranezze, che non vede l’ora di svelare il suo cuore più dolce e irreale. [sabato 30 maggio h.21:15]

David, conosciuto come “Mister Raw”, è un influencer vegano e crudista. Nelle sue dirette presenta bevande dalle virtù miracolose che prepara in una sorta di comune dove i registi di Soldiers of Light Johannes Büttner e Julian Vogel si sono infiltrati. Tra i presenti c’è anche Timo, che nella rigida dieta del luogo cerca una soluzione ai propri episodi psicotici. La cura del corpo è però solo l’ultima conquista di un movimento che aspira a liberarsi dalle malattie tanto quanto dalla democrazia. Al termine della proiezione, videocollegamento con Clio Nicastro ( Bard College di Berlino - Harun Farocki Institut ) [domenica 31 maggio h. 11:00]

Fateci piangere! , la seconda open call del Triste Film Festival, raccoglie nuove lacrime! È stato davvero arduo — nonché tragico — scegliere tra i tanti titoli che sono stati recapitati. Ma il Triste Film Festival è da sempre anti-resiliente e anti-competitivo per costituzione e, per questo motivo, la proiezione dei quattro corti selezionati vuole essere un abbraccio collettivo per tentare ancora una volta di dare un nome alle nostre fragilità. Nothing We Say Can Change What We’ve Been Through di Francesca De Bassa, Sogni d’orzo di Emilio Occhialini , Il tempo negato di Maurizio Dall’Acqua e Lo sai che i papaveri sono alti alti alti di Camilla Francini aspettano solo di essere svelati al nostro malinconico pubblico. In presenza dei registi. [sabato 30 maggio h. 14:00]

 

PROGRAMMA:

 

Venerdì 29 maggio

  • 20.45 Cani di Cesare Barbieri (IT/2025, 24’)

+ introduzione di Cesare Barbieri

  • 21.40 Hard Truths di Mike Leigh (UK-ES/2024, 97’)

 

Sabato 30 maggio

  • 10.30 Over the Edge di Jonathan Kaplan (US/1979, 95’)

+ conversazione con Collettiva Un’altra

  • 14.00 Nothing We Say Can Change What We’ve Been Through di Francesca De Bassa (IT/2024, 3’)

Sogni d’orzo di Emilio Occhialini (IT/2024, 14’)

Il tempo negato di Maurizio Dall’Acqua (IT/2024, 20’)

Lo sai che i papaveri sono alti alti alti di Camilla Francini (IT/2024, 13’)

+ incontro con Emilio Occhialini, Maurizio Dall’Acqua, Camilla Francini

  • 16.00 Bait di Mark Jenkin (UK/2019, 89’)

  • 18.00 Baise-moi di Virginie Despentes e Corali Trinh Ti (FR/2000, 77’) + conversazione con Margherita Minelli (Some Prefer Cake)

  • 20.00 Rime di rabbia + incontro con Bruno Tognolini

  • 21:00 Punch-Drunk Love di Paul Thomas Anderson (US/2002, 95’)

 

Domenica 31 maggio

  • 11.00 Soldiers of Light di Johannes Büttner & Julian Vogel (DE/2025, 108’)

+ videocollegamentoconClio Nicastro (Bard College di Berlino — Harun Farocki Institut)


Tutte le proiezioni saranno presentate in versione originale con sottotitoli in italiano. Ingresso ad offerta libera con tessera prima dell’evento.

Il Triste Film Festival è un progetto della Triste Film APS. https://www.tristefilm.it/