The Dancer
visibile gratuitamente sulla piattaforma online di ZED Festival
In occasione dell’Atto Secondo di ZED Festival, che si presenta quest’anno in una veste completamente nuova e intercetta lavori su temi civili, ZED festival propone gratuitamente il film The Dancer nei giorni 28, 29 e 30 settembre 2026 sulla propria piattaforma online zedfestival.it/digital.
The Dancer è un film su Ahmad Joudeh, un ballerino gay nato in Siria che combatte contro una guerra interiore ed esteriore alla ricerca del vero significato della parola “casa”. Condannato per essere gay; minacciato di morte dall’ISIS per aver ballato; picchiato dal padre per essere se stesso. Ahmad usa la danza come potente forma d’arte per esplorare i temi della giustizia e dell’identità. Dopo aver ottenuto asilo politico e fama internazionale, riuscirà a trovare la vera libertà?
The Dancer
di Lacey Uhlemeyer
USA/Olanda, 2025, 90’
visibile gratuitamente su zedfestival.it/digital dal 28 al 30 settembre 2026
Sinossi
The Dancer è un’esplorazione edificante di cosa significhi essere un rifugiato oggi, incentrata sulla storia di formazione di Ahmad Joudeh a Damasco, dove aspirava a diventare un ballerino. Questo film mette in luce la speranza e la determinazione nell’esprimersi liberamente nonostante i pericoli della guerra, nonché il potere trasformativo dell’arte.
In quanto rifugiato apolide, Ahmad rimase affascinato dalla danza dopo aver assistito a uno spettacolo di balletto all’età di otto anni. Nonostante il sostegno di sua madre, la disapprovazione di suo padre lo costrinse ad andarsene di casa. A 16 anni, da autodidatta, fece un provino per l’Enana Dance Theater di Damasco e fu ammesso. La guerra civile in corso in Siria comportava pericoli mortali, soprattutto da parte dell’ISIS, che lo prese di mira proprio per la sua passione. Come simbolo della sua determinazione, si è tatuato «Dance or Die» sul collo, a significare che rinunciare ai propri sogni non era un’opzione.
La lotta di Ahmad ha attirato l’attenzione quando un programma televisivo olandese gli ha dedicato un servizio, portandolo a ricevere un invito nei Paesi Bassi da parte del Balletto Nazionale Olandese. Da allora, ha lavorato a livello internazionale come artista freelance, impegnandosi a favore dei rifugiati ed esibendosi in occasione di eventi di rilievo.
In qualità di ambasciatore dell’UNHCR e della comunità LGBTQ dei Paesi Bassi, Ahmad spera di tornare in Siria per insegnare ai futuri ballerini, utilizzando la danza per affrontare i traumi. Tuttavia, in quanto uomo apertamente gay in un paese in cui ciò è illegale, deve affrontare dei rischi, ulteriormente complicati dalle continue minacce dei terroristi.