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Teatro Comunale di Bologna | Danza 2027
4 spettacoli tra tradizione e innovazione | Tante storie un filo comune
Il Teatro Comunale di Bologna riapre il 14 febbraio 2027 nella sua sede storica, dopo gli ingenti lavori di riqualificazione e restauro. Una giornata di festa celebrata con un concerto in Sala Bibiena che vede sul podio Daniele Gatti. In programma diverse iniziative anche fuori dal Teatro e per un mese, dal 14 febbraio al 14 marzo, ogni giorno verrà proposto un appuntamento in onore della riapertura.
Tante storie un filo comune è il titolo della Stagione 2027 che si snoda da gennaio a dicembre nei tre cartelloni principali - Opera, Danza e Sinfonica - a cui si aggiungono le matinée domenicali di Gioia, il ciclo di concerti dedicati alle famiglie, e gli appuntamenti dei progetti speciali.
DANZA 2027
La Stagione di Danza 2027 si sviluppa nel segno dell’incontro tra tradizione e innovazione, accostando grandi classici del repertorio a linguaggi contemporanei e a nuove letture della danza d’autore, con protagonisti una star come Sergio Bernal e compagnie di primo piano come quella di Antonio Najarro, TAO Dance Theater e il Balletto dell’Opera di Tbilisi. Al centro della proposta capolavori senza tempo come Il lago dei cigni di Pëtr Il'ič Čajkovskij e La sagra della primavera di Igor Stravinskij. Particolare rilievo assume la scelta di accompagnare 3 dei 4 spettacoli in cartellone con la musica dal vivo eseguita dall'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna: un investimento artistico e produttivo che riafferma il valore dell'esperienza dal vivo e del dialogo profondo tra musica e movimento.
Con il balletto “scandale” del 1913 firmato da Vaslav Nijinskij e Igor Stravinsky, La sagra della primavera, interpretato dalla star della danza spagnola Sergio Bernal per il 69° Festival dei Due Mondi, si leva il sipario al Teatro Comunale sulla Stagione il 13 e 14 marzo, in prima assoluta con l’Orchestra del Comunale dal vivo. Nella nuova creazione della Sergio Bernal Dance Company la forza del gruppo, il battito primordiale e il legame con le radici assumono un ruolo prioritario: rituale, sacrificio ed energia della terra diventano, così, materiale coreografico. Presenza frequente sul palcoscenico felsineo negli ultimi anni, Bernal propone con la sua compagnia un’altra coreografia: si tratta di Rango, lavoro ispirato a La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca con la coreografia di Rafael Aguilar su canti gregoriani e musiche del chitarrista spagnolo di flamenco José Jiménez “El Viejin”. Presentato in prima italiana alla 37ª edizione del Ravenna Festival, è un ritratto coreografico della Spagna degli anni ‘30 incentrato sulla condizione femminile, la repressione sociale, il peso dell'onore e la silenziosa lotta tra desiderio e autorità.
Il 10 e 11 aprile la Compañía Antonio Najarro è protagonista con lo spettacolo Querencia: un viaggio visivo e sensoriale nell’anima della Spagna attraverso l’unione della Escuela Bolera, della danza stilizzata, della danza tradizionale e del flamenco, con l’intento riscoprire le radici e la tradizione dei grandi balletti coreografici arricchendoli con una sensibilità contemporanea, dando vita a un dialogo tra memoria e innovazione perfettamente in sintonia con il filo narrativo della stagione. Lo spettacolo – proposto in prima italiana con l’Orchestra del TCBO – è un affresco della danza spagnola contemporanea: quattordici danzatori attraversano undici quadri coreografici di forte impatto visivo, sulle note di Moises Sánchez.
Lo spirito contemporaneo, che ha caratterizzato anche le recenti stagioni, è assicurato grazie all’arrivo per la prima volta a Bologna della celebre compagnia cinese TAO Dance Theater, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, il 17 e 18 settembre. Fondata nel 2008 dai coreografi Tao Ye e Duan Ni – invitati sui maggiori palcoscenici del mondo, dal Lincoln Center Art Festival di New York al Sadler’s Wells Theatre di Londra, passando per la Sydney Opera House e il Théâtre de la Ville di Parigi – la compagnia si caratterizza per il suo approccio innovativo al movimento grazie alla tecnica del “Circular Movement System” e presenta due lavori tratti da Series of Numbers, una serie coreografica che con la sua estetica minimalista ha ulteriormente codificato il metodo di Tao Ye e Duan Ni: l’idea di una danza pura, raggiunta attraverso la “ripetizione ritualistica dei movimenti naturali del corpo”, chiamando in causa la capacità dello spettatore di concentrarsi sul gesto ripetuto nella sua essenzialità.
Il cartellone si chiude “sulle punte” dal 17 al 23 dicembre con il balletto classico più iconico e amato: Il lago dei cigni di Čajkovskij, Marius Petipa e Lev Ivanov, con il Balletto dell’Opera di Tbilisi – diretto da Nina Ananiashvili – compagnia georgiana che torna al Comunale dopo il debutto nel 2023 al Nouveau con Don Chisciotte di Ludwig Minkus. La versione coreografica e la messinscena, proposta in prima italiana con l’Orchestra del Comunale, è quella firmata dalla stessa Ananiashvili e da Alexey Fadeechec che ha debuttato a Tbilisi lo scorso maggio. Programmato nel periodo delle festività natalizie, Il lago dei cigni è pensato come un grande appuntamento per la città e per le famiglie: un capolavoro senza tempo capace di parlare a pubblici di ogni età e di trasformare il rito condiviso dello spettacolo dal vivo in un momento di incontro e partecipazione.
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