copertina di Scholé. Per la formazione dei cittadini
7 maggio 2026, 21:00
  • @ Basilica di San Petronio

Scholé. Per la formazione dei cittadini

tre incontri con Ivano Dionigi, Giorgio Zanchini, Loredana Cirillo e Massimo Cacciari

Il 7, 21 e 28 maggio, nella Basilica di San Petronio tre incontri con Ivano Dionigi - Giorgio Zanchini, Loredana Cirillo e Massimo Cacciari.

Letture di Elena Bucci, Donatella Finocchiaro e Paola De Crescenzo

Scholé comincia giovedì 7 maggio con Ivano Dionigi e Giorgio Zanchini con una riflessione su “Maestri e allievi: l’alleanza necessaria”, accompagnata dalle letture di testi classici e contemporanei di Elena Bucci.

Il 21 maggio sarà Loredana Cirillo a parlare di “Stare nel dolore: la cura dell’adolescenza”, con testi recitati dall’attrice Donatella Finocchiaro.

Ultimo appuntamento con Massimo Cacciari il 28 maggio su “Scuola è politica”, insieme alla voce di Paola De Crescenzo. Musiche della Cappella Musicale arcivescovile di San Petronio diretta dal maestro Michele Vannelli.

Gli incontri iniziano alle ore 21 (ingresso libero), è previsto un saluto dell’Arcivescovo Cardinale Matteo Maria Zuppi.

Il ciclo è a cura dell’Arcidiocesi di Bologna, della Basilica di San Petronio e del Centro Studi La Permanenza del Classico dell’Università di Bologna, ed è realizzato grazie al sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna.


Speriamo nei giovani. Puntiamo sui giovani. Scommettiamo sulla scuola, sulle scuole, sull’alleanza tra gli allievi e i maestri per favorire una svolta, per imprimere una ventata di speranza, per tentare di aprire il cielo, in questo secolo nato buio. Il Cardinale Matteo Maria Zuppi presenta così le tre nuove conferenze in San Petronio a Bologna, intitolate “Scholé. Per la formazione dei cittadini”. Terza edizione, dopo il successo delle prime due, “Destino dell’Occidente” (2024) e “Imperi” (2025), sempre ispirata dallo stesso Zuppi e affidata al professore Ivano Dionigi.

Benvenuto questo ciclo di riflessioni sui nostri giovani che dobbiamo considerare non solo come destinatari e interlocutori ma come interpreti, protagonisti e costruttori di giustizia, di solidarietà e di pace. Abbiamo bisogno che gli adulti tornino ad avere il coraggio di educare, a stringere alleanze con le nuove generazioni, a trovare insieme strade di impegno per il bene comune della società di oggi e di domani, afferma il Cardinale Zuppi.

Una rassegna di conferenze non cambia il mondo, ma può e deve essere una fiammella per fermarci – giovani e meno giovani, discepoli e insegnanti, laureati e non, credenti e non - a pensare.

Con un motivo in più perché, come dice il Cardinale:

è significativo e simbolico che questi incontri si tengano in San Petronio, la Chiesa civica, la Chiesa dei bolognesi, dove città dell’uomo, rivolta al presente, e città di Dio, rivolta al futuro, si intrecciano e si specchiano.

L’intento è quello di favorire una riflessione aperta – estesa alla comunità cittadina, ecclesiale e universitaria – che metta al centro la formazione della persona in relazione alla città, a partire dall’attenzione verso gli adolescenti che oggi, confinati a eremiti di massa, rischiano di sperimentare una lenta e irreversibile secessione dal mondo degli adulti. Crediamo che a nessuno sfugga che l’emergenza educativa – accelerata dal duplice processo della perdita di autorevolezza degli adulti e dell’aumento del disagio giovanile – sia in testa ai problemi che minano l’identità della persona e della società.

Primo appuntamento con la lezione del classicista Ivano Dionigi e del giornalista e scrittore Giorgio Zanchini giovedì 7 maggio, dal titolo “Maestri e allievi: l’alleanza necessaria”. Dionigi anticipa così il senso del suo intervento:

Abbiamo bisogno di maestri che assolvano e nobilitino il loro compito di affascinare, insegnare e mobilitare le coscienze con il dialogo, attraversando (dia) il pensiero (logos) dell’allievo, e con la testimonianza, ben consapevoli che gli esempi e la condotta educano più dei precetti e delle parole. Nell’attuale deserto culturale e spirituale una nuova élite politica potrebbe nascere proprio dall’alleanza tra maestri e allievi, adulti e giovani, i quali – sarà sempre tardi, quando lo comprenderemo – fanno la bellezza, l’unità e la speranza di questo Paese, benedettamente ricco di talenti e maledettamente dimentico di essi.

Quest’anno il professore non sarà solo, ma lo stesso tema sarà toccato da Zanchini che spiega:

Chi sono e dove sono i Maestri nell’era del digitale e della rivoluzione artificiale? Dove e come ci si forma e informa oggi? La disintermediazione che abbiamo conosciuto negli ultimi anni è stata ulteriormente accelerata dall’intelligenza artificiale generativa, e di fronte a noi si squaderna un mondo in cui i saperi e le informazioni hanno perso gli ordini e le gerarchie che avevamo conosciuto nel ‘900. Come ci si orienta nel nuovo ecosistema? C’è ancora bisogno di bussole? E se sì di quali bussole? E ancora: le generazioni del ‘900 che strumenti possono trasmettere agli allievi cresciuti nell’epoca digitale?.

Nuova ospite in San Petronio è Loredana Cirillo, psicologa e psicoterapeuta, socia dell’Istituto Minotauro, membro dell’équipe sui disturbi del comportamento alimentare e sulle dipendenze tecnologiche, docente per il master in Psicologia dei nuovi media “Prevenzione e trattamento delle dipendenze da Internet in adolescenza”.

La riflessione “Stare nel dolore: la cura dell’adolescenza” (il 21 maggio) cercherà di mettere a fuoco il problema dei nostri ragazzi che non riescono a diventare adulti perché privi di speranza e futuro.

I nuovi adolescenti – dice Cirillo - sono in genere molto amati, sostenuti e allo stesso tempo vivono sovrastati dalle contraddizioni: sono ascoltati più che in passato ma non esprimono ciò che pensano, hanno tante possibilità ma spesso si sentono privi di speranza. Un fiume di parole e attenzioni ne accompagna la crescita, rischiando di mettere a tacere la loro voce e le emozioni più autentiche. Sperimentano, così, un senso di vuoto incolmabile, che si manifesta attraverso forme d’ansia sempre più diffuse e pervasive, gesti violenti e comportamenti autolesivi. Gli adolescenti che vivono in questo contesto soffrono per l’impossibilità di dare un significato alla propria vita. Per diventare davvero adulti e sentire di avere un futuro hanno una sola possibilità: andare alla ricerca delle verità più autentiche che vivono dentro di loro e che rivendicano il diritto di esistere.

A conclusione del ciclo, il 28 maggio, il filosofo Massimo Cacciari, con un intervento che già dal titolo fa capire quale sarà il fulcro del ragionamento: “Scuola è politica”.

Spiega Cacciari:

L’idea della formazione si modella spesso su quella di un contenitore da riempire. Ma come non vi è malato che sia un mero paziente se la cura deve essere efficace, così, tantomeno, l’allievo va considerato un “animale da allevare”. Nel rapporto didattico la potenza autentica è quella del pais, del ragazzo-ragazza, che si trae-fuori (ex-ducere) dal suo stato di “ignoranza”; e inizia il cammino della interrogazione. Il pais è un complesso, indefinibile gioco di possibilità, che nel rapporto col docente va delineandosi. Un potente com-possibile, che il docente deve badare bene a non cercare di reprimere alla propria prospettiva, già in sé formata.