- @ Museo internazionale e biblioteca della musica
Quasi parlante. L'oboe a Bologna nel primo Settecento
incontro
Nell’ambito della rassegna “wunderkammer il museo delle meraviglie”
Incontro con Francesco Finocchiaro a cura di Athena Musica.
Nel suo “Das neu-eröffnete Orchestre” (1713), Johann Mattheson diede dell’oboe una definizione, divenuta proverbiale, di strumento «quasi parlante» (gleichsam redende), “eloquente” per così dire.
Le caratteristiche di strumento melodico-cantabile e virtuosistico a un tempo, che il compositore e teorico musicale tedesco metteva in risalto a inizio Settecento, sono nondimeno da considerarsi un punto d’arrivo nell’evoluzione dell’oboe. Quei tratti linguistici, destinati a diventare il tratto distintivo dello strumento ad ancia doppia nella letteratura concertistica di pieno Settecento, sono in realtà il risultato di un graduale affinamento della scrittura oboistica: un mutamento prodottosi nell’arco di un decennio, le cui “stazioni” possono essere rintracciate analizzando la musica composta in area bolognese a cavallo fra XVII e XVIII secolo; sono per lo più concerti per uno o due oboi, fra i quali spiccano le tarde composizioni strumentali di Giuseppe Torelli per la Cappella di San Petronio, insieme alle creazioni dei più giovani colleghi Pietro Bettinozzi e José Francisco de Castro.