Il Labirinto è la casa del Minotauro. Rinchiuso e prigioniero, il Minotauro può essere solo quello che le persone si immaginano sia: un mostro, qualcosa di sbagliato, di diverso, che fa paura e che andrebbe eliminato.
Teseo è un ragazzo che vuole diventare qualcuno e che sa che per essere riconosciuto deve affrontare la paura e vincerla. Per questo decide entrare nel labirinto, per sconfiggere il Minotauro e diventare un eroe.
Il mito classico di Teseo riprende vita con continui ribaltamenti di ruolo tra eroe e antieroe, un omaggio a “Minotauro” di Dürrenmatt e “La casa di Asterione” di Borges, all’interno di una cornice retro-futuristica che richiama le avventure grafiche a scorrimento dei videogame, resa possibile da un ampio uso della videoproiezione nell’allestimento.
Uno spettacolo che si muove tra le dimensioni della tragedia e dell’avventura, che riflette sul significato delle parole “mostro” e “eroe”, per ribadire quel bisogno di confronto e di conoscenza necessario a non chiudersi nella prigione dei pregiudizi e dei luoghi comuni.