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L'effetto farfalla
presentazione del libro
Presentazione del libro L'effetto farfalla di Mahmud Darwish (Emuse Books).
Intervengono i traduttori Simone Sibilio e Sana Darghmouni, in dialogo con Mariadonata Villa (poetessa e traduttrice) e Chiara Fontana (Unibo).
Intervengono i traduttori Simone Sibilio e Sana Darghmouni, in dialogo con Mariadonata Villa (poetessa e traduttrice) e Chiara Fontana (Unibo).
In collaborazione con Biblioteca Amilcar Cabral nell'ambito del Patto per la lettura di Bologna.
IL LIBRO
Ultima opera pubblicata in vita da Mahmud Darwish, L’effetto farfalla (2008) raccoglie 127 testi scritti tra il 2006 e il 2007.
Prose diaristiche, aforismi e versi si intrecciano in uno zibaldone poetico dove le annotazioni sul quotidiano convivono con meditazioni filosofiche sui temi cardine della sua poetica: la relazione tra il sé e l’altro, il ruolo della poesia, l’eros, la memoria della Nakba e dell’esilio, la vita dei palestinesi sotto occupazione.
Prose diaristiche, aforismi e versi si intrecciano in uno zibaldone poetico dove le annotazioni sul quotidiano convivono con meditazioni filosofiche sui temi cardine della sua poetica: la relazione tra il sé e l’altro, il ruolo della poesia, l’eros, la memoria della Nakba e dell’esilio, la vita dei palestinesi sotto occupazione.
Il lirismo che ha reso Darwish una delle voci più alte della poesia mondiale si accompagna qui alla leggerezza, all’ironia e all’autoironia di un saggio consapevole della fine, che continua a trovare nella poesia l’unico spazio di resistenza possibile, «un campo non sconfiggibile».
L’effetto farfalla è insieme testamento lirico e filosofico, diario della fine e atto di rinascita: la summa poetica di una vita trascorsa a ricercare nella parola un luogo di libertà e nel linguaggio una stabile dimora.
Mahmud Darwish (1941-2008) è nato a al-Birwa, nell’alta Galilea.
Durante la costituzione dello stato di Israele nel 1948, il suo villaggio fu distrutto e la sua famiglia fuggì in Libano, rientrando in patria segretamente l’anno successivo.
Da giovane, dovette affrontare gli arresti domiciliari e la reclusione per il suo attivismo politico e per aver letto pubblicamente le sue poesie.
Per ventisei anni, fino al 1996, anno del suo rientro in Palestina, visse in esilio tra Mosca, il Cairo, il Libano, la Tunisia e Parigi.
Durante la costituzione dello stato di Israele nel 1948, il suo villaggio fu distrutto e la sua famiglia fuggì in Libano, rientrando in patria segretamente l’anno successivo.
Da giovane, dovette affrontare gli arresti domiciliari e la reclusione per il suo attivismo politico e per aver letto pubblicamente le sue poesie.
Per ventisei anni, fino al 1996, anno del suo rientro in Palestina, visse in esilio tra Mosca, il Cairo, il Libano, la Tunisia e Parigi.
Considerato il poeta più eminente della Palestina, e uno dei più grandi poeti arabi contemporanei, Darwish ha pubblicato una trentina di raccolte di poesie e prose, tradotte in più di ventidue lingue.