- @ Teatri di Vita - Parco Pierangelo Bertoli
L’allegria
Teatri di Vita | 12 appuntamenti nella stagione teatrale d’autunno a Teatri di Vita
La stagione teatrale autunnale di Teatri di Vita è un invito alla “allegria”, che nasconde i richiami alle allegrie amare di Ungaretti (che intitolò così la raccolta poetica alla fine della Grande Guerra) e Lucio Dalla (Quale allegria). È un richiamo che invita a osservare i nostri tempi amari, attraverso lo sguardo degli artisti e delle artiste che rileggono miti del passato e vicende contemporanee. In programma, 12 spettacoli dal 18 settembre al 6 dicembre, a Teatri di Vita nella piazzetta Sergio Secci 1 (ex via Emilia Ponente 485), all’interno del Parco Pierangelo Bertoli di Bologna.
Sarebbe da chiedersi quale allegria
nel tempo storico che invoca
laudato si' per nostre sore armi,
e muri e genocidi, e legge del più forte,
"facendo finta che la gara sia
arrivare in salute al gran finale",
tenendosi aggrappati a un’immagine,
a un desiderio, a una certezza
prossima a svanire, come un reel,
come ogni certezza di questi anni,
e confidare nell’intelligenza artificiale,
nella rivoluzione sociale,
nel proclama neoliberale,
nel diluvio universale.
Ma poi sarebbe da chiedersi se l’allegria
non sia altro che quella del poeta
reduce d'altre guerre, fami, editti,
che plasmava la sua e nostra “allegria”
osservando che si sta come d'autunno
sugli alberi le foglie.
La stagione inizia con la Casa di bambola di Elsinor (18-20 settembre), che raccoglie i frammenti della riflessione sui generi. La regista Ivonne Capece porta il testo di Ibsen dall’epopea dell’emancipazione femminile a un contemporaneo viaggio nell’inquietudine maschile post-abbandono e nella virilità smarrita. Il 3 e 4 ottobre va in scena Francesco. Cantico per creature di Andrea Adriatico per Eva Robin’s, che interpreta la preghiera “Laudato si’”: lo spettacolo, che ha debuttato al Todi Festival e ha il patrocinio del Comitato per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, è un dialogo ideale con un altro Francesco, il papa che mette in guardia dalle ferite dei nostri tempi. L’incontro con la grande danza internazionale porta in scena uno dei maestri della coreografia francese, Boris Charmatz con il suo Muette (13 ottobre), che riporta lo sguardo sull’umanità, in un silenzio che si apre su paesaggi interiori.
Postremos del Teatro del Loto (23-25 ottobre) reinterpreta il testo di Harold Pinter Il calapranzi, riscritto da Xhuliano Dule, in chiave femminile, sullo sfondo di un tempo attuale sempre più inquietante e catastrofico, con la regia di Stefano Sabelli. A seguire, doppio appuntamento con il mito di Medea, prima con l’originale prospettiva del circo contemporaneo e del linguaggio del clown intrecciato alla scrittura di Christa Wolf, grazie alla Me.dea di Manicomics TeatroCirco (27-28 ottobre), e subito dopo con la Medea killer di Akròama (30 ottobre-1 novembre) in una riscrittura di Lelio Lecis che si incunea nella solitudine dell’eroina straniera e matricida.
Il coreografo iraniano Afshin Varjavandi ci porta con Mohábbat (Sull’Iran) (3 novembre) a riflettere sul concetto di cura e di famiglia, in una prospettiva che abbraccia il suo Paese d’origine e dialoga con il nostro. C’è invece aria di Russia con lo spettacolo di Valerio Pietrovita ispirato a una delle opere più potenti di Dostoevskij, L’idiota prodotto da Galleria Toledo (6-8 novembre), in equilibrio tra dolore, farsa e grottesco. A seguire, ritorna la danza con Subversive Bodies di Andrea Zardi (17 novembre), indagine sulla cultura del clubbing e del posing. Tape - La registrazione (20-22 novembre), dramma tesissimo sul concetto di verità, sull’amicizia e sulle relazioni: un progetto di Amadio/Fornasari del Teatro Filodrammatici di Milano, sul testo del drammaturgo americano Stephen Belber.
Ci porta a rievocare il dramma dei desparecidos lo spettacolo del Teatro Libero di Palermo Pedro e il capitano(27-28 novembre) dello scrittore uruguaiano Mario Benedetti, con la regia di Lia Chiappara: uno scontro dialettico serrato e impalcabile. La stagione si conclude con il tentativo di una soluzione costruttiva, attraverso la socialità e la comunità, con il progetto di teatro partecipativo Le sedie di Stalker Teatro (4-6 dicembre), che vede il coinvolgimento di tutti gli spettatori in una performance di arte e teatro.
L’attività di Teatri di Vita - Centro di produzione teatrale è realizzata con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività.
L’abbonamento complessivo alla stagione è di 89 euro. Oltre ai normali biglietti intero e ridotto, sono previsti il biglietto “under 25” a 10 euro e il biglietto “under 18” a 5 euro.
- @ Teatri di Vita - Parco Pierangelo Bertoli
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