Il martirio di Irma Bandiera
Irma Bandiera (Mimma), giovane staffetta della 7a G.A.P., viene arrestata dai nazifascisti a Funo di Argelato per una segnalazione. Indosso le trovano documenti compromettenti e una ingente quantità di denaro.
E' rinchiusa dapprima nella caserma della GNR a San Giorgio di Piano e quindi trasferita a Bologna dal federale Pietro Torri. Per una settimana subisce tremende torture dagli uomini della CAS di Tartarotti, senza che i suoi aguzzini riescano a strapparle alcuna confessione.
E' accecata e giustiziata con colpi di mitra (o di pistola) a bruciapelo il 14 agosto al Meloncello, nei pressi dell'abitazione dei suoi genitori.
Il suo corpo è lasciato per un giorno intero sulla strada, come monito per tutti i “ribelli”. Portata all’Istituto di medicina legale, le riscontrano due colpi nelle tempie e uno sulla coscia.
A Irma sarà assegnata la Medaglia d'Oro al Valore, "prima fra le donne bolognesi ad impugnare le armi per la lotta nel nome della libertà". Di lei ha lasciato un ricordo la scrittrice partigiana Renata Viganò.
- nel Monumento Ossario dei Partigiani - Cimitero della Certosa (BO) - 2021
- nella via che ora porta il suo nome
- medaglie d'oro della Resistenza - Monumento in via Marzabotto (BO)
- simbolo delle partigiane bolognesi
- Cimitero della Certosa (BO)
- nel sacrario dei caduti partigiani - piazza Nettuno (BO)
- Fonte: Museo della Resistenza - Istituto Parri (BO)
- presso le scuole Bombicci (BO)
- monumento alle partigiane cadute - giardini di Villa Spada (BO)