copertina di giulia deval. PITCH, Notes on vocal intonation
dal 5 al 8 febbraio 2026
  • @ ex Istituto di Zoologia

giulia deval. PITCH, Notes on vocal intonation

lezione performativa

giulia deval è una cantante e artista multimediale che esplora le politiche della voce.
La sua formazione errabonda tra musica e arti visive la porta a elaborare narrative audiovisuali che indagano i diversi livelli di significato espressi dai suoni. Prestando attenzione a come i toni e le vibrazioni
interagiscono con i corpi, anche tramite dispositivi indossabili o attività partecipative, l’artista segue le modalità con cui il suono costruisce ruoli sociali, rimodula i confini e attiva dinamiche di conflitto ed esclusione.

PITCH. Notes on Vocal Intonation è un progetto sviluppato come performancelecture e video saggio che esplora  il ruolo dell’intonazione – e in particolare dell’uso dei toni acuti e di quelli gravi – nella costruzione di  strutture di potere.

Nella forma di una lezione divagante e ironica, PITCH porta alla luce la teoria del Frequency Code del  fonetista John Ohala, secondo cui un meccanismo innato ci porterebbe ad associare i toni acuti all’idea di piccolezza e quelli gravi a quella di grandezza fisica. Questa teoria si basa a sua volta sugli studi dello zoologo Eugene S. Morton su diverse specie di uccelli e mammiferi, e sul ruolo chiave dell’intonazione vocale nel comunicare le proprie dimensioni (reali o apparenti) in situazioni di conflitto, con notevoli capacità di mimetismo. Secondo Ohala, nelle società umane ai significati primari di grandezza e piccolezza si sarebbero  nel tempo sovrapposte associazioni secondarie, culturalmente stratificate, che collegano i toni gravi a impressioni di autorevolezza e quelli acuti a sfumature di frivolezza, scarsa credibilità e subordinazione.

Con il supporto di diapositive, estratti testuali e lavagne luminose, deval esplora le fonti etologiche e fonetiche, mettendole in relazione con la storia culturale e, in particolare, con il saggio di Anne Carson Il Genere del Suono, che offre un excursus storico sulla stigmatizzazione delle voci acute.

Da un lato, Carson mette a fuoco l’epurazione degli acuti dalla voce del retore nell’antica Grecia – la voce
che si afferma nello spazio civico per eccellenza e deve dimostrare misura e autocontrollo; dall’altro, analizza le figure mitologiche generate da questa mentalità: mostruose proprio perché dotate di una voce fuori controllo, acuta, stridente, ingannevole o troppo loquace, come le Arpie, le Gorgoni, le Sirene, Cassandra o Eco. Con un approccio che oscilla tra l’educational film e la parodia, deval sfida la presunta innocenza della percezione sonora, e ne smaschera i condizionamenti culturali.

Ciò che ci suona stridente potrebbe rivelarsi in realtà come il risultato di una lunga storia di costruzione
della devianza. Richiamando l’interesse etologico e l’impostazione didattica di PITCH, l’opera viene  presentata in occasione di ART CITY Bologna 2026 sia come performance che come video nell’Aula Alessandro Ghigi dell’ex Istituto di Zoologia.


Orari della lezione performativa:

giovedì 5, venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 febbraio alle h 15

Video, colore, suono, 19 min 30 sec


Orari di apertura dell’Aula Alessandro Ghigi:

giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio h 10-19
sabato 7 febbraio h 10-23