
Figlie della terra di mezzo | Ofelia Balogun
prima assoluta | Danza Urbana 2025
VENERDÌ 5 SETTEMBRE ORE 19
Piazza Santo Stefano
durata 10’
ingresso libero
PRIMA ASSOLUTA
NUOVI SGUARDI
Spettacolo presentato in collaborazione con la rete Yekatit12-19Febbraio/Bologna
coreografia e spoken word Ofelia Balogun
audio Sasha Shinezz
con il sostegno di Micce, Collettivo EmbodyArt della associazione Tugende
Ritta,
come una guarriera,
mediatrice inconsapevole tra due culture,
Immobile,
su un ponte con le braccia spalancate
teneva due funi che la tiravano da un lato
all’altro,
correndo su quello stesso ponte
si affannava nel passare messaggi
tra il paese d’arrivo
e
quello d’origine,
senza mai sapere se dove avesse posato i
piedi, ne avrebbe mai acquisito diritto.
(Qui Sanguinis, 2022 OO Balogun)
Questa creazione tesse il filo di coloro che, custodi di un’altra storia, filano gli elementi della propria identità all’interno di una società che non ne accetta la presenza. A ciascuno è dato il compito di creare ponti tra mondi, ricercare linguaggi, ritrovare frasi fluide e universali, per riprendere tematiche contemporanee, viscerali, che riguardano la nostra realtà fatta di corpi a volte esclusi, classificati e dimenticati, a volte potenti, spontanei e capaci di trascendere. Figlie della Terra Di Mezzo attinge ai propri elementi identitari offuscati dalla Storia, che non ne percepisce le connessioni: è una creazione intersezionale nelle esperienze e nell’indagine, che vuole restituire valore alle connessioni; un rituale che unisce testimonianza poetica e danza in un dialogo che ricerca una nuova consapevolezza tra le fessure del proprio essere.
OFELIA BALOGUN
Movement artist, coreografa ed educatrice, OFELIA BALOGUN, di origini siculo-nigeriane, è diplomata in Scienze Sociali con un focus in Psicologia, Sociologia e Teatro. Approfondisce i suoi studi presso Irie! Dance Theatre | Roehampton University of London ottenendo una First Class BA (Hons)Degree in Diverse Dance Styles. Invitata nel 2022 come Youth ambassador alla International Culture Summit di Edimburgo, la sua pratica affianca refugee women organizations, istituti per l’educazione e una formazione basata sulle pratiche psico-corporee. La sua pratica si sviluppa in collaborazione con organizzazioni di donne rifugiate, istituti educativi e percorsi di formazione centrati sulle pratiche psico-corporee. Al centro della sua ricerca vi è l’intersezione tra il vocabolario corporeo proveniente dalla diaspora africana nei Caraibi e nel mondo, e il suo legame con la danza e il simbolismo. Attraverso temi come l’identità intersezionale, l’ancestralità e la ritualità, Balogun esplora connessioni interdisciplinari tra la Storia e le sue ricadute nella società contemporanea. Lo spettacolo debutta all’interno del Festival sezione NUOVI SGUARDI in collaborazione con la rete Yekatit12-19Febbraio/Bologna.