- @ MAMbo | Museo d'Arte Moderna di Bologna
Falso, ma vero. Crisi dell'originale e ricerca del vero
presentazione libro
La Sala Conferenze MAMbo | Museo Morandi ospita la presentazione del volume “Falso, ma vero. Crisi dell’originale e ricerca del vero”, a cura di Valerio Dehò (Christian Marinotti Edizioni, 2025).
In dialogo con Valerio Dehò, curatore del libro e critico d'arte, Giovanna Caimmi, artista e docente Accademia di Belle Arti Bologna, Silvano Venturi, docente Accademia di Belle Bologna.
Sarà inoltre presente l'editore Christian Marinotti.
“Evidentemente il tema del fake, di come il falso e la trasformazione consapevole della realtà, riescano a dare un’idea più interessante e vera della realtà stessa, è qualcosa che appartiene ad una generazione compresa tra i venti e i trent’anni. E non solo.
Forse parlare di “realismo” oggi vuol dire proprio affrontare la definitiva scomparsa di ogni dicotomia vero vs falso perché nell’Iconosfera la teoria del simulacro di Jean Baudrillard (vecchia di 40 anni ormai) sta diventando la chiave per leggere quello che accade nella contemporaneità. Infatti, il simulacro per il filosofo francese è la “verità che nasconde il fatto che non ne ha alcuna”, la virtualità alimenta questa tendenza e distacca sempre più la rappresentazione, quindi l’arte, dall’icona, dalla copia del vero. Parlare di mimesis appare bizzarro.
Forse si può dire che in pratica la realtà appartiene ad una categoria desueta e inutile, sostituita da una pellicola su cui tutto si riflette, in cui naturale e artificiale sono la stessa cosa, come in un romanzo di Phil Dick. Come fare a tirare fuori ancora le logiche vero/falso per giudicare una fattualità che si sottrae a qualsiasi verifica e in cui gli strumenti di analisi partecipano all’ambiguità del risultato finale? È chiaro che la propensione alla ricerca del vero non potrà mai esaurirsi, ma se lo stesso concetto di verità cambia, si dilegua e magari ricompare in una forma non conosciuta, come dire che siamo arrivati alla conclusione di un percorso? Quale strada imboccare se non il ricorso metafisico alle credenze, alle proprie opinioni o ai brandelli di ideologie portatili in circolazione, che finiscono sempre più spesso ad assomigliare alla lost highways di David Lynch?” scrive Valerio Dehò a proposito del volume.