copertina di Doppia Uso Singola
dal 7 al 31 ottobre 2026
  • @ Adiacenze

Doppia Uso Singola

una mostra fotografica di Colapesce

Dopo l’esordio alla Galleria milanese Patricia Armocida, Adiacenze ha il piacere di ospitare la quarta tappa della mostra itinerante Doppia Uso Singola , di Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce. “Mostra di fotografie, non mostra fotografica”, sottolinea Urciullo: una selezione iconica di 200 scatti tratta da più di 1800 fotografie del suo archivio personale in una lunga sequenza temporale di oltre dieci anni. 
 
Il progetto espositivo nasce da un’intuizione di Patricia Armocida, gallerista e curatrice della mostra, che coglie il potere evocativo degli scatti dell’artista e la relazione tra la sua pratica fotografica, il suo immaginario e le sue composizioni d'autore. Le immagini, in formato 10x10 cm e 20x20 cm (lo stesso formato delle cementine, piastrelle della pavimentazione tipica siciliana), sono un memorabile sunto di annotazioni visive che conducono il visitatore nell’universo segreto e intimo di Colapesce.
 
 
Inaugurazione e firmacopie del catalogo
Mercoledì 7 ottobre
dalle ore 18
 
Apertura
Fino al 31 ottobre
Dal martedì al sabato
dalle 16 alle 20
 
Adiacenze
Vicolo Spirito Santo 1/b, Bologna
 
Le fotografie sono racchiuse in tre nuclei: il primo, D.U.S. , acronimo del titolo, è una catalogazione di arredi e oggetti all’interno di camere di alberghi in cui Lorenzo ha soggiornato durante i viaggi della sua carriera. La seconda serie,  Teresa e Anna , nonna e prozia di Lorenzo, documenta la relazione simbiotica tra due sorelle: simili in tutto, dall’arredamento ai vestiti, dal cibo agli argomenti di conversazione, ma guai a farglielo notare. Entrambe vedove: anche loro, da qualche anno, vivono in una D.U.S. Giorni sfiniti è la terza serie legata ai paradossi della sua terra, la Sicilia, e a visioni introspettive dell’artista. La serie “le muffe”, la parte della mostra più simbolica: “Negli ultimi anni la Sicilia vive una sorta di neo-colonizzazione gentile, ma non per questo meno brutale. È subdola, come la muffa che lentamente porta a una totale corrosione dell’intonaco - o se vi pare, dell’animo umano”.