Lo spettacolo Casa di bambola di Elsinor, regia di Ivonne Capece, programmato per il 18/20 settembre 2026 è stato rinviato ad aprile 2027. I biglietti per lo spettacolo possono essere rimborsati oppure possono essere riutilizzati per le rappresentazioni di aprile. Ulteriori informazioni a urp@teatridivita.it
venerdì 18 settembre 2026, ore 21
sabato 19 settembre 2026, ore 20
domenica 20 settembre 2026, ore 17
Casa di bambola
da Henrik Ibsen
regia Ivonne Capece
adattamento drammaturgico Mattia Favaro
interpreti Maria Laura Palmeri, Pasquale Montemurro, Stefano Braschi
scene Micol Vighi, Ivonne Capece
luci Ivonne Capece
costumi e concept visivo Micol Vighi
sound designer Simone Arganini
direzione Tecnica e disegno luci Rossano Siragusano
realizzazione costumi Giorgia Piatta Dell’Abbondio
assistenza alla regia Sofia Sironi
produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale
 
durata 120’
 
L’opera più scandalosa di Ibsen in una regia affilata come un rasoio che capovolge la prospettiva: non solo l’epopea dell’emancipazione femminile, ma un viaggio nell’inquietudine maschile post-abbandono. Nora se n’è andata. La porta si è chiusa da ore. Ma Torvald è ancora lì, a rimettere insieme i cocci della propria virilità smarrita. Nell’immaginaria prima lunga notte da solo, ripercorre tra ricordi ed incubi i passi che lo hanno portato fino a lì. Cosa resta di un uomo quando il suo ruolo sociale, affettivo e identitario va in frantumi? In un Casa di bambola rovesciato da una regia tagliente e dallo stile aspro e spregiudicato del giovane Mattia Favaro, Ivonne Capece capovolge lo sguardo sull’opera più nota di Ibsen, trasformandola in un sequel contemporaneo, un viaggio dentro l’inquietudine maschile dopo l’emancipazione femminile: un’esposizione chirurgica delle fragilità dell’uomo, sospese tra patriarcato in decomposizione e desiderio (forse tardivo) di rinascita. La sonorità evocativa di Simone Arganini ci avvolge in una spirale, tra tango e minacciosi voli d’uccelli alla Hitchcock, e ci trascina in un mondo interiore saturo di rimpianto, frustrazione e domande irrisolte, nel quale il femminile libero appare come una Gorgone mostruosa.
Ivonne Capece, che due anni fa aveva diretto Frankenstein a Teatri di Vita, concepisce i suoi lavori al confine tra teatro di parola, performance fisica, happening e nuovi linguaggi tecnologici. I suoi progetti Thinking blind e Lucy sono stati finalisti alla Biennale College Teatro nel 2021 e 2022. Due anni fa ha fondato il Lucy Festival, e attualmente dirige il Teatro Fontana di Milano.