- @ Padiglione Esprit Nouveau
audiodas - “Com’è facile riempire uno spazio di nulla”
CLOSER – Becoming the city 2026
24 maggio 2026, dalle 19 alle 24
Torna audiodas - “Com’è facile riempire uno spazio di nulla” in una data extra al Padiglione Esprit Nouveau di Bologna con tre set di musica sperimentale con Giovanni Grandi, Agnese Banti e J.H. Guraj e una collettiva di visual artist.
È un format collaborativo e un nuovo dispositivo visivo e sonoro a cura di DAS, Maple Death Records, Grabinski Point, Orchestra Marchetti, e Lele Marcojanni, aperto a nuove collaborazioni, e un invito di Lele Marcojanni ad artist3 della scena visiva nazionale e internazionale: Anna de Manincor, Martina Sarritzu, Umberto Saraceni, Circa Studio, VVXXII, Simone Tacconelli, Stefania Carbonara e Giuseppina Giordano.
Un incontro con le immagini pensato per una fruizione intima ed estemporanea che nasce in occasione delle sperimentazioni musicali organizzate da DAS in collaborazione con realtà musicali del territorio.
Agnese Banti
Artista sonora, performer e overtone singer con base a Bologna. Collabora con varie personalità e realtà della scena performativa e sonora. Con un interesse sfaccettato per il suono e la musica, la sua attività artistica gravita intorno alla composizione per lo spazio, la voce corale, gli studi sul paesaggio sonoro, la ricerca attorno al rapporto gesto-suono, i repertori di musica tradizionale e la dimensione collaborativa del processo creativo.
J.H. Guraj
A volte i dischi riflettono la vita con una precisione inquietante, il tuo stesso respiro si attacca ad uno specchio, confondendo o trasformando la realtà. J.H. Guraj, pseudonimo di Dominique Vaccaro, è tornato con ‘The Flip Side’, un’opera compiuta di grazia e disordinata eleganza che documenta la lotta e un’esperienza vicina alla morte che evoca i fantasmi dei maestri Western primitivi, il free-folk selvaggio, le orchestrazioni minimaliste, le chitarre piangenti e le delicate sonorità psichedeliche.
Giovanni Grandi, “Il ballo della piva”
Giovanni Grandi è un musicista dell’Appennino modenese attivo principalmente negli ambiti della musica elettronica astratta e di quella folk e popolare.
“Il ballo della piva” è un concerto elettroacustico per sintetizzatore analogico e piva, la cornamusa dell’alto Appennino emiliano. Attraverso la rielaborazione del tema tradizionale “Calderai”, Giovanni vuole stabilire un dialogo costruttivo fra due strumenti così lontani nel tempo e nello spazio, proponendo diverse strategie per arricchirne il rispettivo vocabolario e raccontare così una vecchia storia con parole nuove.
Ingresso libero
Prenotazione non richiesta
grafica della terza edizione