copertina di ATLANTE DELLA ROVINA
13 novembre 2026, 19:00
  • @ Ex chiesa di S. Mattia

ATLANTE DELLA ROVINA

dialoghi itineranti a cura di archivio zeta | VISTA PARADOX 

Info in breve e modalità d’accesso

ATLANTE DELLA ROVINA
13 novembre ore 19 - ex Chiesa di San Mattia (via Sant’Isaia 14, Bologna)

  • Ingresso: intero 10€ – ridotto studenti 5€
  • Prenotazione obbligatoria scrivendo a prenotazioni@archiviozeta.eu (indicando nome e cognome, quantità)
  • Acquisto direttamente in biglietteria si prega di arrivare almeno 15 minuti prima (18.45)

Lo spettacolo

Ogni rovina è un atlante: territorio di immagini, ustioni, apparizioni in cui il tempo non scompare, ma si deposita, si stratifica, continua a parlare. Ma con quali parole, con quali suoni tracciare oggi un atlante della nostra rovina?

Con ATLANTE DELLA ROVINA la compagnia archiviozeta vuole attraversare luoghi feriti dal tempo, ascoltarne le voci silenziose, tempo prima del tempo, prima della storia, riconoscere nelle superfici consumate, nelle architetture trasformate in macerie, nelle foreste devastate, nello sguardo impotente degli animali e negli spazi abbandonati i frammenti di una memoria che continua – malgrado tutto – a vivere. La rovina non è assenza, ma un archivio involontario in cui convivono cancellazioni e lacerazioni, distruzione e possibilità di rinascita, di ricostruzione.

Ci accompagna lo sguardo ecologico di Marguerite Yourcenar, la sua capacità poetica di osservare la materia nel suo incessante trasformarsi, la sua strenua volontà di provare ancora a salvare la Terra, di riconoscere la fragile appartenenza dell’essere umano al mondo naturale. Il tempo è uno scultore invisibile: consuma, modifica, disegna nuove forme. Terra, acqua, aria e fuoco diventano elementi di una geografia vivente, attraversata da metamorfosi continue. Come un albero che affonda le radici nella terra e si protende verso il cielo, ogni rovina custodisce immobilità e movimento, memoria e trasformazione.

La scena non viene costruita, ma scoperta acusticamente. Il suono diventa corpo drammaturgico, le voci fanno emergere le immagini. Le ferite, le stratificazioni, i vuoti entrano nella composizione teatrale e nella partitura musicale insieme ai corpi degli attori, alle parole, ai suoni, alle immagini e alla luce. Un atlante vivente, un montaggio di apparizioni in cui lo spettatore possa smarrire il proprio orientamento consueto e ritrovare uno sguardo nuovo.

ATLANTE DELLA ROVINA è un viaggio nella memoria della materia, un esercizio di ascolto e di attenzione verso ciò che resta.


Crediti completi dello spettacolo

ATLANTE DELLA ROVINA
a cura di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni

musiche di Talsori + Andrea Geremia
Giulia Carriero: sassofoni, effetti
Koun Jeong: gayageum, effetti
Andrea Geremia: live electronics, percussioni

tecnica Elio Guidotti

produzione archiviozeta
con il contributo di Regione Emilia-Romagna, MIC Direzione generale spettacolo
in collaborazione con Direzione Regionale Musei Emilia-Romagna

Le artiste e gli artisti coinvolti

archiviozeta è stata fondata nel 1999. Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni, autori e produttori indipendenti di lavoro culturale, ne sono i direttori artistici. Hanno studiato e lavorato con Luca Ronconi, Marisa Fabbri, Danièle Huillet, Jean-Marie Straub, Paolo Benvenuti. Il nome archiviozeta riassume il tentativo di una ricerca teatrale e culturale rivolta all’archivio in quanto memoria umana, perché il futuro ha un cuore antico. Inoltre gli oppositori al regime dei colonnelli in Grecia scrivevano sui muri Zeta – è vivo quando uno di loro veniva ucciso.

TALSORI è un trio elettroacustico di base a Bologna. Il nome nasce dall’unione di due termini coreani e richiama le idee di impatto e di memoria: un suono che custodisce le tracce della tradizione per rimodellarle in forme nuove. La musica del trio fa dialogare tre mondi apparentemente lontani, le radici della musica coreana, l’intensità del free jazz e la sperimentazione del sound processing digitale. Senza limitarsi a celebrare il passato, vive l’improvvisazione come un processo aperto, in continua evoluzione, con al centro una ricerca sul timbro. Per questo spettacolo il linguaggio del gruppo si declina in una variante: al posto del terzo componente c’è Andrea Geremia, batterista e improvvisatore, che con il rullante preparato e il live electronics amplia la tavolozza timbrica. Sulla scena l’improvvisazione diventa dialogo con gli attori: gesti, texture e frammenti melodici rispondono alla parola e al movimento, e ne vengono a loro volta trasformati, dando vita a un paesaggio sonoro condiviso.

Giulia Carriero è sassofonista e improvvisatrice milanese con sede a Bologna. Suono e improvvisazione sono i due assi della sua ricerca: il timbro del sassofono e le tecniche estese da un lato, dall’altro l’improvvisazione come ascolto e relazione con ciò che accade, in dialogo con il movimento e le arti performative.

Koun Jeong è suonatrice di gayageum e pianista sudcoreana con sede a Bologna. La sua ricerca artistica unisce il timbro della tradizione coreana all’improvvisazione, creando nuove sonorità attraverso l’uso di pedali elettronici e oggetti sullo strumento, alla costante ricerca di nuovi linguaggi sonori.

Andrea Geremia è batterista, compositore e improvvisatore romano con sede a Bologna. Negli ultimi anni la sua ricerca artistica si muove verso sonorità oltre il suono ritmico-percussivo e indeterminato del rullante, la cui tavolozza sonora viene ampliata e aumentata tramite tecniche di preparazione e l’uso di live electronics.