Nicola Samorì, Anulante, 2018, olio su rame, 70x50 cm © Monitor, Roma / Lisbon / Pereto

In attesa dell’auspicata riapertura dei musei su tutto il territorio nazionale, Genus Bononiae. Musei nella Città presenta in anteprima al pubblico, con due speciali appuntamenti online (sabato 10 e martedì 13 aprile), Sfregi, la prima mostra antologica in Italia di Nicola Samorì (Forlì, 1977), a cura di Alberto Zanchetta e Chiara Stefani, a Palazzo Fava fino al 25 luglio 2021: circa 80 lavori che spaziano dalla scultura alla pittura, dagli esordi fino alle realizzazioni più recenti.

Sfregi è un progetto espositivo studiato dall’artista, Nicola Samorì, in esclusiva per le sale del Palazzo delle Esposizioni di Bologna. Una lettura esaustiva e lenticolare del percorso da lui intrapreso negli ultimi vent’anni che illumina le opere più rappresentative della sua produzione. Bologna è la città che ha visto formarsi Samorì presso l’Accademia di Belle Arti: già in quel contesto hanno preso forma il suo stile e la sua poetica, indissolubilmente connessi ad una profonda necessità di fustigare la serenità delle immagini, prassi che ha mantenuto e sviluppato nel corso degli anni sperimentando sempre nuove tecniche. I traumi inferti alle opere dall’artista, che tenta di turbare, trasgredire e trasfigurare immagini preesistenti, presuppongono infatti, ieri come oggi, un potere taumaturgico.

L’esposizione a Palazzo Fava è occasione per Samorì di cimentarsi in un faccia a faccia con la storia dell’arte e in particolare con l’epoca barocca, articolando un percorso di suggestioni e analogie e innescando una stretta e intensa relazione con i preziosi fregi che decorano le pareti del piano nobile. Così nel Salone con il mito di Giasone e Medea un corpus di lavori databili all’ultimo decennio di attività sembra reagire, quasi in estasi, alla pittura dei Carracci, mentre grazie ai lavori incentrati sull’ustione del rame, con un focus sul tema del desinare e del corpo scarnificato, l’artista tenta uno stravolgimento cromatico della Sala degli allievi di Ludovico Carracci. La stanza dipinta da Francesco Albani ospita una “camera delle meraviglie” di soggetti vegetali e animali, mentre la Sala delle Grottesche accoglie l’affresco monumentale Malafonte che, in un gioco di perfette geometrie, sembra essere stato concepito da sempre per quello spazio. Il percorso espositivo sarà inoltre arricchito dalla presenza di alcune opere individuate all’interno delle collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo (che comprendono anche il grande Giardino anatomico dello stesso artista), stabilendo una “affinità elettiva”, oltre che con gli spazi, con lo stesso patrimonio del Museo. Tra le opere in mostra la meravigliosa Maddalena Penitente del Canova e i suggestivi Ritratti di donne cieche di Annibale Carracci.

Rispetto alle imponenti opere del piano nobile, nelle sale del secondo piano sono esposti lavori di piccolo e medio formato che sviluppano singoli temi o costituiscono dei focus sulle diverse tecniche utilizzate dall’artista: l’accecamento dell’immagine, l’aggregazione di materiali di risulta, la pittura su pietra, il disegno e la scultura. Opere più intime, ma non meno preziose, che permettono allo spettatore di abbracciare la vasta e complessa produzione di Samorì, una ricerca ossessiva, quasi maniacale che gli ha permesso di differenziarsi dall’odierno panorama artistico, balzando agli onori della critica internazionale.

La mostra è un progetto di Genus Bononiae. Musei nella Città, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e gode del Patrocinio del Comune di Bologna e dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.


Sabato 10 e martedì 13 aprile, alle ore 18.30, due visite guidate online della mostra, a cura dei Servizi Educativi di Genus Bononiae, con la straordinaria partecipazione dell’artista, Nicola Samorì (10 aprile) e dei curatori, Alberto Zanchetta e Chiara Stefani (13 aprile). Leggi tutto

Maggiori informazioni sul sito www.genusbononiae.it

Tel. 051 19936343
esposizioni@genusbononiae.it

da gio 8 apr — a dom 25 lug
@Palazzo Fava (temporaneamente chiuso)

Nicola Samorì. Sfregi

circa 80 opere in dialogo con i preziosi affreschi dei Carracci e altri capolavori della collezione Genus Bononiae | Due visite guidate online presentano la mostra