cover of Letizia Cariello. Fuso orario
Letizia Cariello, Fuso orario, Courtesy l’artista e Galleria Studio G7, Bologna. Foto Alessandro Fiamingo

Letizia Cariello, con il suo lavoro, ci pone davanti a un interrogativo, che è lo stesso che assilla il poeta. Quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio? Ed ecco che l’artista sembra suggerirci una  risposta. Letizia si fa tramite di una volontà più ampia, per una Verità che è intima e, al tempo stesso,  assoluta. "Attenzione, non sono più io che parlo!", ammoniva Hanna ai suoi compagni con i quali  condivideva l’esperienza della guerra e del nascondersi dal terrore nazista. Attraverso lei, si manifestava la Luce che guidava e infondeva il coraggio a tutto il gruppo di amici per sopravvivere nonostante l’orrore  attorno a loro.

E come Hanna, protagonista dei Dialoghi con l’Angelo di Gitta Mallasz, Letizia eleva la sua arte a uno strumento di comunicazione con l’Altro, a una connessione con quella realtà superiore che  governa il nostro flusso di esistenza. La sua è un’arte che possiamo dire concreta, ancorata saldamente alla realtà dell’esperienza sensibile e a una nuova percezione della sua complessità. 

Calendari, oggetti d’affezione, alberi, strumenti musicali, immagini: Letizia li collega tra loro seguendo l’idea di un tempo e di uno spazio che arriva dalla sua interiorità, dal sentire di quella che lei definisce camera della mente, sull’esempio di Caterina. L’esperienza della Mistica senese ci ha mostrato la via per un luogo interiore in cui spazio e tempo sono diversi e in cui si è a contatto solo con se stessi. Lì, in quel rifugio per l’anima, siamo in grado di percepirci per quello che siamo, per la nostra essenza di essere senza tempo e  fuori dallo spazio, senza un prima e senza dopo, ma connessi nel flusso continuo dell’esistenza. E così tornano di nuovo alla mente le domande del poeta, quella sua ricerca di un senso compiuto alla  nostra presenza nel flusso del tempo e nello spazio eterno. Come può essere che io, che sono io, non  c’ero prima di diventare, e che, una volta, io, che sono io, non sarò più quello che sono? Se lo chiede  il poeta e, in fondo, ce lo chiediamo anche noi.

E l’artista ci guarda, e sembra così tornare a suggerirci una  risposta che non conosce ma di cui si fa tramite. In quelle forme che Cariello crea guidata dal suo sentire,  riusciamo così per un attimo ad accostarci a un piccolo indizio per questo indefinibile dilemma.  

Mostra personale a cura di Leonardo Regano


Orari di apertura ART CITY Bologna:

Venerdì 7 maggio h 10-19.30
Sabato 8 e domenica 9 maggio h 11-19.30

Ingresso:

gratuito

da ven 7 mag — a dom 9 mag
@Galleria Studio G7

Letizia Cariello. Fuso orario

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