- @ DAS - Dispositivo di Arti Sperimentali
Collagene | VII serata
Fabritia D'Intino e Federico Scettri / Chiara Boitani, Dipartimento Devozioni | COLLAGENE Seconda parte
Il settimo e ultimo appuntamento di COLLAGENE ci interroga su cosa vediamo e su ciò che ricordiamo, con due lavori che abitano la soglia tra presenza e sparizione, archivio e oscurità. Tupilani di Chiara Boitani / Dipartimento Devozioni è una lecture-performance che attraversa l’archivio frammentario di Valentina Fortunato, attrice scomparsa e fantasma di un teatro che non esiste più. Foto, oggetti e memorie diventano materia scenica per interrogare che cosa resta di un corpo nel tempo, tra ricordo e invenzione. MEDUSA di Fabritia D’Intino e Federico Scettri è invece una performance site-specific immersa nell’oscurità: il pubblico non vede, ma intravede la danzatrice, tra nascondimento e anti-performatività. Un live-set sonoro attraversa lo spazio e trasforma la sparizione in esperienza condivisa, aprendo possibilità di immaginazione e invenzione.
La serata del 22 maggio si concluderà con una grande festa.
VII serata - 22 maggio 2026
- Tupilani | Chiara Boitani, Dipartimento Devozioni
Una lecture-performance che attraversa l’archivio frammentario di Valentina Fortunato, attrice scomparsa e fantasma di un teatro che non esiste più. Foto, oggetti e memorie diventano materia scenica per interrogare ciò che resta di un corpo nel tempo. Due performer di oggi si fanno tramite di una presenza assente, tra ricordo e invenzione. Secondo il principio biologico dell'omeostasi, la bambina della foto, l'attrice di 30 anni e l’anziana di cui non restano tracce condividono una sola traiettoria nel tempo. Ma siamo davvero lo stesso corpo? Siamo sempre noi? È lei? E oggi quel corpo dov’è? «Moi je veux mourir sur scène, devant les projecteurs». - MEDUSA | Fabritia D'Intino e Federico Scettri
Una performance site-specific che lavora nella dimensione immersiva dell’oscurità, indagando il possibile stato di invisibilità di un corpo. Che ne è della danza quando nessuno la osserva? Lo spazio diventa dispositivo: il pubblico non assiste frontalmente, ma intravede la performer, colta per frammenti, tra nascondimento e anti-performatività. In un ambiente fantasmatico, il movimento emerge come presenza più che come forma, mentre un live set sonoro attraversa e trasforma l’ambiente, guidando percezione e attenzione e aprendo margini di immaginazione, distrazione e invenzione. La performance si configura come un’esperienza di sparizione condivisa: un invito a perdersi insieme, per ritrovarsi altrove.
Le serate iniziano alle ore 19.00. Gli orari delle singole performance verranno comunicati a ridosso dell’appuntamento.
Ingresso gratuito con tessera ARCI (possibilità di farla in loco)
Medusa, Fabritia D'Intino e Federico Scettri | foto Sara Meliti