- @ DAS - Dispositivo di Arti Sperimentali
Collagene | IV serata
Brunella Sabatino / Est Roman Coulon / Matilde Baldassari | COLLAGENE Seconda parte
Al centro della quarta serata di COLLAGENE 2026 c’è una riflessione sui segni e su come influenzano identità e comportamenti: parole, gesti e dispositivi normativi vengono riscritti, sottratti alla loro funzione originaria e riattivati come pratiche di emancipazione, memoria e attrito con l’autorità. Con il solo coreografico Chella ca guarda n'terra, la danzatrice Brunella Sabatino interroga e riformula il concetto di “volgarità” e la sua accezione comune in relazione ai corpi femminili. Tra potenza, ironia e vulnerabilità, un personaggio femminile e femminista, ispirato alla maschera di Pulcinella, si lascia andare a una danza che diventa strumento di dissacrazione e riappropriazione. Est Roman Coulon presenta invece À la Recherche du temps perdu, un rito intimo per un solo spettatore nato dalla trascrizione quotidiana, a mano, del romanzo di Marcel Proust. Un esercizio “senza scopo” che dà vita a un’esperienza tra racconto e bibliomanzia, in cui le pagine si trasformano in tarocchi, attivando la memoria affettiva e corporea. Infine, Matilde Baldassari propone Sign of Consumption, una serie scultorea (2023-in corso) realizzata con cartelli stradali legislativamente dismessi: sottratti alla loro funzione, vengono privati del simbolismo e trasformati in nuovi segni visivi. Un gesto di attrito con gli apparati comunicativi dell’autorità urbana, che lascia traccia della frizione tra cittadinə e spazio pubblico.
IV serata - 10 aprile 2026
- Chella ca guarda n'terra | Brunella Sabatino
Un solo coreografico che nasce dall’intenzione di interrogare e riformulare il concetto di volgarità e la sua accezione comune in relazione ai corpi femminili. Combinando movimento, suono, voce e cucchiai, prende vita un universo estetico abitato da un personaggio femminile e femminista ispirato alla maschera di Pulcinella. Potenza, ironia, vulnerabilità e sensualità animano una danza che diventa strumento di dissacrazione e pratica di riappropriazione. Attraverso una fisicità che alterna affondo e gioco, e una partitura che intreccia gesto e voce, l’opera scardina lo stigma e lo trasforma in linguaggio, rivendicando un’estetica femminista non addomesticata. - À la Recherche du temps perdu | Est Roman Coulon
A partire dalla trascrizione, a mano e giornaliera, di un frammento dell’omonimo romanzo di Marcel Proust, prende forma un rito intimo capace di attivare una memoria affettiva e corporea attraverso la ripetizione, il tempo e la materia della scrittura. Un esercizio “senza scopo” si trasforma così in un’opera pensata per unə solə spettatorə, mentre i fogli trascritti diventano inusuali carte dei tarocchi, che raccontano e rivelano tramite associazione e segni. - Signs of consumption | Matilde Baldassari
Una serie scultorea (2023–in corso) composta da cartelli stradali legislativamente dismessi, rielaborati dall’artista in nuovi segni visivi. Nata come pratica di riflessione e attrito rispetto alle autorità urbane e ai loro apparati comunicativi, l’artista interviene su oggetti progettati per imporre regole, orientare i corpi e garantire ordine. Attraverso un gesto di appropriazione e sottrazione, i cartelli vengono infatti privati del loro simbolismo e della funzione prescrittiva e trasformati in segni nuovi. Quello che resta è una traccia tangibile del rapporto conflittuale e reciproco tra individuo e istituzioni, tra esperienza quotidiana della città e linguaggi del controllo.
Le serate iniziano alle ore 19.00. Gli orari delle singole performance verranno comunicati a ridosso dell’appuntamento.
Ingresso gratuito con tessera ARCI (possibilità di farla in loco)
À la Recherche du temps perdu, Est Roman Coulon | foto di Margherita Caprilli
Sign of Consumption, Matilde Baldassari