copertina di Citrus Citrus
28 febbraio 2026, 21:30
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Citrus Citrus

Covo Club | Eventi stagione 2025/26

Citrus Citrus 

ITA / psych / krautrock / Bronson Recordings

Non esiste un’unica via per attraversare il ventre sonoro dei Citrus Citrus. Solo spirali, riflessi, percorsi che si intrecciano e si dissolvono. Con In The Belly of the Eternal Draw, in uscita il 14 novembre per Bronson Recordings, l’ensemble psichedelico padovano apre un nuovo capitolo della propria ricerca, trasformando l’improvvisazione in linguaggio e l’ascolto in esperienza collettiva.

Dove il debutto ruotava attorno alla metamorfosi, questo secondo album è un caleidoscopio che rifiuta la linearità e abbraccia la complessità. Otto brani nati da lunghe sessioni improvvisative, da momenti di esplorazione condivisa più che da dichiarazioni individuali. “Nessuno arriva con una canzone già pronta,” racconta la band. “L’obiettivo è far nascere qualcosa di vivo, insieme, nella stanza.”

Il risultato è un disco che pulsa di vita e tensione, plasmato nella natura del Montello, nello studio di Matt Bordin, dove i Citrus Citrus si sono isolati completamente per registrare, immergendosi nel suono dei loro strumenti e nel silenzio dei boschi. Le strutture emergono da frammenti di jam, come mappe tracciate a matita e solo in seguito definite a inchiostro, quando la voce trova il suo posto.

Dall’apertura vertiginosa con Eternal Draw, che introduce subito una discesa catartica nell’ansia e nella sospensione, il disco si espande in traiettorie imprevedibili: Let Me Churn, primo singolo, attraversa territori di funk ipnotico e crescendo emotivi mentre Sushi Sushi dialoga tra la secchezza neo-psichedelica del Paisley Underground e le strutture circolari del krautrock. L’album si chiude con “Asterione”, otto minuti di esplosione rituale, quasi un’esorcizzazione collettiva che libera tutta la tensione accumulata.

Pur attraversando territori che evocano il jazz-rock giapponese degli anni ’70, la kosmische musik tedesca e certi slanci psichedelici di matrice europea, i Citrus Citrus non si limitano a raccogliere influenze. Le assorbono, le deformano e le restituiscono come materia viva. Il loro è un suono che muta costantemente stato, a tratti liquido, a tratti pulsante, come luce riflessa su un vetro colorato.

In The Belly of the Eternal Draw è un album che respira e si espande, un organismo che pulsa nel proprio movimento. Non offre risposte ma moltiplica le domande, costruendo un mondo dove la finzione non è menzogna ma libertà, e dove la verità è sempre in trasformazione. Come nei sogni di Borges, come nel cinema della ripetizione e della scomparsa, il disco è costruito da ombre ed echi: i temi ritornano, mutano, scompaiono; le verità si contraddicono, eppure, in qualche modo, ci credi tutte.

Con questo lavoro, i Citrus Citrus si fanno spazio nella nuova scena psych italiana, capaci di unire energia collettiva e riflessione, groove e contemplazione, in un viaggio che attraversa epoche e latitudini per ritrovarsi, infine, al centro di un eterno richiamo.


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