copertina di Bologna Jazz Festival

Bologna Jazz Festival 2026, dal 13 ottobre all’8 novembre, è un’edizione che esplora generi diversi all’interno della galassia della musica improvvisata. Le coordinate da inserire sul navigatore, per seguire la rotta, sono “virtuosismo” e “grandi storie da raccontare”. Ne sono dimostrazione i big del cartellone, da Al Di Meola a Kurt Elling assieme agli Yellowjackets, Emmet Cohen, Fabrizio Bosso, coi loro programmi musicali dalle forti connotazioni narrative. Il BJF 2026 è un’esplorazione della scena jazz internazionale fatta di circa 70 concerti oltre a numerosi eventi di contorno che conferiscono al festival un carattere multidisciplinare. L’ampia programmazione si estende dai principali teatri e club di Bologna, sino all’area metropolitana e alle province di Ferrara e Forlì.
Al di là dei live, sono innumerevoli le iniziative parallele: esposizioni, lezioni-concerto, conferenze, presentazioni editoriali, podcast, residenze artistiche, workshop, il tutto condensato all’interno di un articolato progetto didattico e divulgativo. Molte anche le iniziative dedicate ai centenari di John Coltrane e Miles Davis, due figure apicali della storia della musica afro-americana.
Anche quest’anno, in collaborazione con l’Associazione Hamelin, il festival ha scelto una grande firma dell’illustrazione per curare la propria immagine. Le opere originali del BJF 2026 sono state realizzate da Tanino Liberatore e si trovano esposte sulle bacheche storiche di CHEAP on Board e sull’Autobus del Jazz oltre che su tutti i materiali della manifestazione.
Il Bologna Jazz Festival è organizzato dalla Fondazione Bologna in Musica ETS con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna – Settore Cultura e Creatività nell’ambito di Bologna Città della Musica UNESCO, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Unipol, Coop Alleanza 3.0, Emilsider, TPER, Città Metropolitana di Bologna, del main partner Gruppo Hera e con il sostegno del Ministero della Cultura. Il BJF fa parte di Jazz Italian Platform. In perntership con Italo, primo operatore privato italiano sulla rete ferroviaria ad alta velocità.

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Le quattro serate principali del BJF 2026 iniziano venerdì 16 ottobre all’Unipol Auditorium con Fabrizio Bosso Quartet. Bosso è ormai un riferimento assoluto del jazz nazionale. Tra i tanti progetti ai quali si dedica, il quartetto rappresenta il puro e semplice jazz, con tutto il repertorio di virtuosismi e l’incredibile inventiva che contraddistinguono questo incontenibile solista. Il quartetto di Bosso sfoggia un’energia trascinante, un’eloquenza che sa riportare al centro dell’attenzione la lingua maestra dello swing-bop. Partner speciale dell’evento Unipol.

Il secondo appuntamento in teatro del BJF ha per protagonista un altro virtuoso assoluto del suo strumento, il chitarrista Al Di Meola con il suo Acoustic Trio, mercoledì 28 ottobre al Teatro Celebrazioni. Al Di Meola ha saputo trasportare la leggenda della sua chitarra dagli anni Settanta sino a oggi, interpretando in vari contesti il ruolo a lui congeniale di virtuoso: dagli elettrizzanti esordi jazz-rock con i Return To Forever di Chick Corea alla fusion jazz-latina. Il trio acustico col quale si esibirà al BJF mette in evidenza i tratti distintivi del suo stile, con ritmi sincopati complessi eppure orecchiabili, armonie raffinate e linee melodiche stimolanti. Partner speciale dell’evento Gruppo Hera.

Ancora un cambio di stile ma rimanendo sempre in compagnia dei massimi protagonisti della scena jazz internazionale. Martedì 3 novembre il Teatro Duse accoglie il cantante Kurt Elling e gli Yellowjackets, uniti per un omaggio alla musica dei Weather Report. La collaborazione tra Elling e gli Yellowjackets è un avvincente incontro tra due superpotenze del jazz: Elling è celeberrimo per l’istrionismo improvvisativo; gli Yellowjackets sono una leggenda della fusion e consentono a Elling di volare alto in “Celebrate Weather Report”, omaggio a una band mitologica della stagione aurea della fusion. Partner speciale dell’evento Coop Alleanza 3.0.

L’ultimo dei grandi live in teatro del BJF 2026 affida il tema più caldo dell’anno, ovvero la commemorazione del centenario delle nascite di Miles Davis e John Coltrane, a uno dei più autorevoli pianisti emersi negli ultimi anni: Emmet Cohen. Con un nuovo quintetto, venerdì 6 novembre all’Unipol Auditorium, Cohen continua il viaggio musicale intrapreso dai grandi architetti del jazz. Partner speciale dell’evento Unipol.


I numerosi jazz club di Bologna ospitando una parte consistente del programma del festival, ognuno con una sua specificità nelle proposte musicali. Il Camera Jazz & Music Club è focalizzato sul jazz senza compromessi, la lingua madre afroamericana nelle sue declinazioni classiche o attuali. In ottobre ospita i concerti del batterista serbo Vladimir Kostadinović (15/10, in quintetto), del sassofonista Claudio Fasoli con il suo “NeXt” Quartet (17/10), del pianista Emiliano Pintori con un omaggio a Gato Barbieri in quintetto (23/10), dell’organista Pat Bianchi, con un trio dedicato alla ‘riscoperta’ di Jack McDuff in occasione del centenario della sua nascita (30/10). In novembre arriva il quintetto Wasted Generation, formato da giovani talenti del jazz italiano (7/11). In programma anche il quartetto del bassista Rodney Whitaker (24/10) e il quartetto di Piero Odorici che omaggia la musica di Puccini in chiave jazz (31/10). Programmazione di rilievo anche alla Cantina Bentivoglio, con ampio spazio riservato al jazz italiano: il settetto Boris Cevapcici (15/10), la Doctor Dixie Jazz Band, giunta al suo 75° anno di swing (22/10), un omaggio per il centenario di Franco Cerri affidato a un largo ensemble (23/10), il trio del chitarrista Francesco Zampini con Jeff Ballard alla batteria (29/10), una serata canora con il quartetto di Alice Ricciardi, Pietro Lussu, Stefano Senni e Andrea Grillini (30/10). In novembre appuntamento con i Papa Jack Line (5/11). Il Bravo Caffè conferma le sue molteplici anime musicali, che dal jazz sfumano verso contaminazioni con generi popolari: la pianista e cantante Frida Bollani Magoni in solo (13/10), Jonis Bascir con Fabio Zeppetella (14/10), il trio di Davide Pannozzo con Etienne Stadwijk e Steve Ferrone (21/10), la vocalist Sarah Jane Morris assieme alla band del sassofonista Gianni Vancini (29/10). Novembre inizia con la portentosa chitarrista e cantante Judith Hill (1/11) e prosegue con il trio del batterista Steve White (5/11) e il trio del pianista Francesco Cavestri (8/11). Il Locomotiv Club porta in città le band più innovative e pronte a esplodere sulla scena internazionale: lo storico jazz spirituale del polistrumentista Idris Ackamoor con i suoi Pyramids (30/10) e le sonorità contaminate di Daykoda (8/11).

Il BJF intrattiene da sempre relazioni collaborative con altre importanti istituzioni cittadine per creare contenuti multidisciplinari o anche per portare la musica jazz in luoghi solitamente destinati ad altre attività. Ne è esempio lo sviluppo di attività live e didattiche con il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna, il Liceo Musicale “L. Dalla” di Bologna e il Museo internazionale e biblioteca della musica. Sul fronte delle proposte concertistiche spicca la partnership con la Fondazione MAST: due serate al MAST.Auditorium, un solo di Danilo Rea, uno dei pianisti più amati del jazz italiano (26/10) e una scorribanda tra melodie e ritmi caraibici con il sassofonista Miguel Zenón e il pianista Luis Perdomo (4/11).

Molti contenuti del BJF sono pensati appositamente per i giovani, sia ascoltatori che musicisti.  Per i concerti, la scelta di alcune specifiche location è fatta proprio in funzione del pubblico giovane che le frequenta abitualmente: qui vengono programmati artisti che spingono il jazz a contatto con i linguaggi e le forme espressive più attuali. Binario69 per esempio, con le sue ricercate proposte di artisti italiani. In ottobre ospita il quintetto del chitarrista Edoardo Ferri (13/10), l’omaggio del chitarrista Max Puglia al periodo ‘iberico’ di Miles Davis (20/10), il Quartetto Tarot (22/10), il trio del bassista elettrico Antonello Losacco, in rappresentanza della vivace scena jazzistica pugliese (27/10). E ancora il trio dell’organista Matteo Addabbo (15/10), il trio della tastierista Hania Derej (17/10), il duo afro-cubano First Impulse (29/10) e il concerto finale del laboratorio Afro-Beat diretto da Guglielmo Pagnozzi (4/11). Sul palco dello Sghetto Club si alternano celebrità del jazz internazionale, giovani talenti italiani e proposte di notevole intraprendenza estetica: il quintetto della cantante Giuditta Franco (29/10), il gruppo “Giraffe” del trombonista Matteo Paggi (5/11) e il vulcanico Trio Grande, con Will Vinson, Gilad Heckselman e Nate Wood (8/11). E poi la band di Claudio Vignali con ospite il cantante Devon Miles (14/10), il gruppo del batterista Ebow “LOX” Mensah (15/10), gli Yemen Blues (18/10), i Realto (21/10), il trio del pianista-cantante Ashley Henry (23/10), la band del sassofonista Nick Hempton (26/10), il quintetto del contrabbassista Julian Eingang (27/10), i franco-togolesi Zangbeto (30/10) per finire col quartetto Abeng (7/11). L’ampio coinvolgimento di giovani è alla base della serata del 31 ottobre alla Sala Bossi del Conservatorio “G. B. Martini”, occasione in cui la Martini Big Band si esibirà il un programma dedicato a Miles Davis, con Michele Corcella in veste di direttore e il trombettista Alex Sipiagin in qualità di solista.
Il BJF porta la musica ovunque nel territorio urbano, non solo nei teatri e nei club che sono le sedi più canoniche per il jazz. Tra i nuovi locali esplorati dal festival, le proposte al Baumhaus: Danalogue, ovvero il tastierista Dan Leavers (31/10) e il duo Svaneborg Kardyb (7/11). Al Dude si esibiranno invece Guglielmo Pagnozzi in duo con Paolo Prosperini (23/10) e il Gipsy Lab Duo (3/11). Torna anche l’aperitivo inaugurale del festival al WP Store, il 13 ottobre con un Dj set di Matteo Beccati.

Il BJF esce dalle mura cittadine, dirigendosi verso la Città Metropolitana di Bologna e le province di Ferrara e Forlì, grazie alle partnership con i principali operatori culturali del territorio. Ne sono un esempio i concerti al Centro Culturale Sandro Pertini di Zola Predosa, il 17 ottobre con lo Street Life Quintet e il 31 con il quintetto della cantante Serena Krall. In regione il Festival si insedia all’interno del Torrione Jazz Club di Ferrara, dove sono di casa i grandi interpreti internazionali della scena a cavallo tra contemporary jazz e ricerca. E in Romagna a Forlì, il BJF conferma il gemellaggio con Jazz a Forlì, prodotto dall’Associazione Culturale “dai de jazz”. 


Attività didattiche e divulgative

Il Progetto Didattico e Divulgativo “Jazz Society” è un maxi contenitore che raccoglie le numerose proposte formative del BJF. Il progetto si articola in una moltitudine di direzioni, con la volontà di valorizzare i talenti del territorio e di formare nuovo pubblico, rivolgendosi in particolare ai giovani musicisti. Dal 26 al 29 ottobre il trombettista Alex Sipiagin curerà un workshop di musica d’insieme rivolto agli studenti del Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna e del Liceo Musicale “L. Dalla” di Bologna. Il percorso formativo culminerà in un saggio finale in forma di concerto degli allievi del Conservatorio e del Liceo Musicale diretti dallo stesso Sipiagin e da Marco Ferri (Camera Jazz & Music Club, 29 ottobre). In questa occasione verranno assegnate due borse di studio (dedicate a Massimo Mutti e Gianni Gherardi) per i corsi internazionali di perfezionamento estivi 2027 della Fondazione Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz e del Berklee College of Music a Umbria Jazz. Della residenza didattica bolognese di Sipiagin fanno parte anche i due concerti con la Martini Big Band tra Ferrara e Bologna. Previsti due workshop aperti al pubblico: il primo con il Trio Grande l’8 novembre allo Sghetto Club; il secondo, intitolato Laboratorio Sociale Afro-Beat, sarà articolato in quattro appuntamenti (i mercoledì dal 14 ottobre al 4 novembre al Binario69) diretti dal sassofonista Guglielmo Pagnozzi. Un’ulteriore residenza artistica, sotto la direzione di Marco Ferri, sarà dedicata agli allievi del Liceo Musicale “L. Dalla” di Bologna per la produzione del live show Saxin’ Rhythm (25 ottobre, Sghetto Club). Va poi aggiunta la residenza artistica della Tower Jazz Composers Orchestra funzionale alla messa in scena di un concerto per celebrare il decennale della formazione (25 ottobre, Torrione Jazz Club di Ferrara).
Il ventaglio delle iniziative divulgative comprende inoltre: l’incontro pubblico con Tanino Liberatore all’Accademia di Belle Arti di Bologna (19 ottobre); il convegno “Jazz e intelligenza artificiale” coordinato da Riccardo Negrelli e con ospiti Lucia Ronchetti, Danilo Rea e Giacomo Bottos (26 ottobre, Mast.Auditorium); due presentazioni editoriali con gli autori alla Biblioteca del Conservatorio “G. B. Martini” (il 22 ottobre per “Gramsci e il Jazz” di Roberto Franchini e il 5 novembre per “Il marziano del jazz. Vita e musica di Eric Dolphy” di Claudio Sessa).
Numerosi anche gli appuntamenti al Museo internazionale e biblioteca della musica: il 14 ottobre Massimo Russino (voce, adattamento e regia) e Andrea Pozza (pianoforte) creeranno “Black and Tan Fantasy. Jacques Prévert e Thelonious Monk”; il 21 ottobre Stefano Zenni terrà la conferenza “Nascita di un capolavoro. Come John Coltrane ha creato A Love Supreme”; dal 28 ottobre al 25 novembre sono in programma le lezioni-concerto “Jazz Insights” ideate e condotte da Emiliano Pintori.


Biglietti e prevendita

Per info prevendita dei quattro concerti principali e per la Bologna Jazz Card vedi la pagina della biglietteria sul sito del Festival

Concerti nei club e in altri luoghi: rivolgersi direttamente al locale o al teatro di riferimento. Le modalità di accesso sono variabili. 
Per maggiori informazioni sulle modalità di ingresso dei singoli eventi consulta il calendario del BJF 2026

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