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Bertolt Brecht
presentazione del libro di Furio Jesi
Presentazione di Bertolt Brecht di Furio Jesi (nottetempo, 2025).
Andrea Cavalleti ne parla con Martin Rueff (Università di Ginevra)
Quando pubblica questa monografia per la serie “Il Castoro” nel 1973, Jesi ha già mostrato una profonda affinità con l’opera di Bertolt Brecht. Nel 1969 aveva dedicato la parte centrale di uno dei suoi libri più noti, Spartakus, all’analisi di Tamburi nella notte, lo stesso dramma che aveva diretto e interpretato anni prima nel teatro improvvisato di una cantina torinese. Inoltre, aveva tenuto al Teatro Stabile di Torino un’importante lezione sulle “Origini del teatro”, qui riprodotta in appendice: partendo dalla concezione brechtiana dell’attore che “cambia se stesso”, Jesi risaliva fino alle rappresentazioni rituali primordiali e alla ripetizione teatrale, sacra e collettiva, di eventi mitici che “salvano dai dolori della storia”. Dunque, il confronto con la produzione teorica, la drammaturgia e la tecnica registica di Brecht configura uno dei fili rossi della ricerca jesiana: un laboratorio di pensiero da cui emergono l’idea della rivolta come “sospensione del tempo storico” – il cardine su cui ruoterà la cruciale definizione della “macchina mitologica” nel Tempo della festa – e la messa in discussione del ruolo dell’artista nella cultura dominante borghese (o, potremmo chiosare, “di destra”). Al centro del discorso risalta infatti la drammatica posizione dell’intellettuale che “si impegna nella lotta di classe solo nella misura in cui può verificare la possibilità del contributo del suo ‘mestiere’”: una rigorosa autocritica accomuna così il drammaturgo e il mitologo, rendendo i testi qui riproposti ancora più illuminanti per la comprensione di entrambi.
Furio Jesi (1941-1980) è stato studioso di miti, storico delle religioni, germanista e critico letterario. Nelle sue ricerche eclettiche e originali, all’incrocio fra diverse discipline, ha elaborato modelli interpretativi innovativi sul mito e sulle sue manifestazioni moderne. Tra le numerose opere di Jesi, nottetempo ha pubblicato, sempre a cura di Andrea Cavalletti, anche Cultura di destra. Con tre inediti e un’intervista (2011, 2025), Il tempo della festa (2013, 2023) e Germania segreta. Miti nella cultura di destra del ’900 (2018).
Andrea Cavalletti, è critico e filosofo. I suoi ultimi i saggi sono Vertigine. La tentazione dell’identità (Bollati Boringhieri, 2019), L’immemorabile. Il soggetto e i suoi doppi (Neri Pozza, 2020), La doppia origine. Tecnica, politica, gioco (Quodlibet ,2025). Oltre a quelle edite da nottetetmpo, ha curato diverse opere di Furio Jesi, fra cui Spartakus. Simbologia della rivolta (Bollati Boringhieri, 2020), Mito (Quodlibet, 2023).
Martin Rueff, dopo avere insegnato a Bologna e a Parigi (Jussieu), Martin Rueff è professore ordinario di letteratura francese e di storia delle idee presso l’università di Ginevra (cattedra Jean Starobinski). Critico, filosofo e traduttore è scrittore in versi. Come critico si consacra alla letteratura del Settecento e soprattutto all’opera e al pensiero di Jean-Jacques Rousseau, ma anche al pensiero contemporaneo e alle relazioni fra letteratura e scienze umane (ha contribuito all’edizione delle opere di Michel Foucault et di Claude Lévi-Strauss nella Pléiade). Si occupa delle relazioni fra poetica e filosofia (ha dedicato un libro a Michel Deguy). Ha scritto vari saggi su Rousseau : A coups redoublées (la théorie de l’homme de Jean-Jacques Rousseau et sa doctrine de l’expression) e Foudroyante pitié (Aristote avec Rousseau, Bassani avec Céline et Ungaretti).
Nel 2024 è uscito Au bout de la langue che ha vinto il premio Caillois per la saggistica nonché il premio dell’Istituto Nazionale di Ginevra.
Come traduttore si è dedicato all’opera di vari poeti italiani (Zanzotto, Cecchinel, De Signoribus, Mazzoni) ma anche di filosofi e di storici (Giorgio Agamben e Carlo Ginzburg). È stato impegnato nella ritraduzione dell’opera di Calvino presso Gallimard (otto volumi tradotti). Nel 2023 sono uscite tradotte e curate da lui: La corrispondenza di Calvino (Gallimard, 20023); Liguries (NOUS, 2023) ; Les Jeunes du Pô (Cahiers de l’Hôtel Galliffet, 2023). Nel 2024 è uscito, diretto da lui e Christophe Mileschi un Cahier de l’Herne dedicato a Calvino. Ha partecipato alla Pléiade di Calvino e diretto il volume Quarto (Gallimard) dei Racconti di Calvino (2025).
Ha pubblicato vari libri di poesia fra i quali La Jonction (éditions NOUS, 2019).
Ha pubblicato nel 2021 un primo libro di versi in italiano: Verticale Ponte (Modo InfoShop).
Nel 2023 è usicto Icaro grida in un cielo di creta (Pordenone, Modoinfoshop).
Nel 2024 ha vinto il premio Pavese per la poesia.
É caporedattore della rivista Po&sie fondata da Michel Deguy.
Nel 2025 ha pubblicato un nuovo saggio : Mode avion.
HA vinto nel mese di dicembre 2025 il gran premio nazionale di letteratura dall’Academia francese per l’insieme della sua opera
Nel 2024 è uscito Au bout de la langue che ha vinto il premio Caillois per la saggistica nonché il premio dell’Istituto Nazionale di Ginevra.
Come traduttore si è dedicato all’opera di vari poeti italiani (Zanzotto, Cecchinel, De Signoribus, Mazzoni) ma anche di filosofi e di storici (Giorgio Agamben e Carlo Ginzburg). È stato impegnato nella ritraduzione dell’opera di Calvino presso Gallimard (otto volumi tradotti). Nel 2023 sono uscite tradotte e curate da lui: La corrispondenza di Calvino (Gallimard, 20023); Liguries (NOUS, 2023) ; Les Jeunes du Pô (Cahiers de l’Hôtel Galliffet, 2023). Nel 2024 è uscito, diretto da lui e Christophe Mileschi un Cahier de l’Herne dedicato a Calvino. Ha partecipato alla Pléiade di Calvino e diretto il volume Quarto (Gallimard) dei Racconti di Calvino (2025).
Ha pubblicato vari libri di poesia fra i quali La Jonction (éditions NOUS, 2019).
Ha pubblicato nel 2021 un primo libro di versi in italiano: Verticale Ponte (Modo InfoShop).
Nel 2023 è usicto Icaro grida in un cielo di creta (Pordenone, Modoinfoshop).
Nel 2024 ha vinto il premio Pavese per la poesia.
É caporedattore della rivista Po&sie fondata da Michel Deguy.
Nel 2025 ha pubblicato un nuovo saggio : Mode avion.
HA vinto nel mese di dicembre 2025 il gran premio nazionale di letteratura dall’Academia francese per l’insieme della sua opera