Il progetto ROCK a Bologna
#ROCKBologna è un progetto della durata di tre anni (2017 – 2020) promosso da Comune di Bologna e Università di Bologna per contribuire alla rigenerazione della zona universitaria (ZONA–U) attraverso gli strumenti della conoscenza, della partecipazione e della trasformazione degli spazi.
#ROCKBologna è una ricerca-azione volta a riconoscere e rafforzare l’identità della ZONA–U come distretto culturale, creativo e sostenibile: un laboratorio permanente incentrato sulla cura del patrimonio culturale inteso come bene comune.
#ROCKBologna coniuga conservazione, innovazione e tutela ambientale sviluppando in ZONA–U azioni sperimentali, conoscitive e creative, con un doppio obiettivo: rafforzare il riconoscimento del ruolo sociale ed educativo del patrimonio culturale esistente e stimolare la produzione quotidiana di un nuovo patrimonio, materiale e immateriale, prodotto delle culture urbane contemporanee.
#ROCKBologna si fonda sul confronto continuo tra diverse identità culturali, sociali ed economiche, in prospettiva locale, nazionale e internazionale, per sviluppare azioni condivise tra chi abita, chi frequenta e chi anima la ZONA–U mescolando visioni, saperi e competenze.
#ROCKBologna è conoscenza, partecipazione e trasformazione.
#ROCKBologna studia il patrimonio culturale non come statica testimonianza di valori del passato ma come risultato, nel tempo e dunque anche nel presente, di tutte le azioni di miglioramento fisico, culturale e sociale della città. Il modello culturale di ROCK riconosce la vitalità della città storica italiana come esito della continua ricerca di equilibrio fra la conservazione del patrimonio e la sua trasformazione.
#ROCKBologna costruisce un Atlante ZONA-U, mappatura in costante aggiornamento, su basi scientifiche ma partecipata e condivisa, descrittiva del patrimonio, delle trasformazioni in atto, degli attori chiave del processo, volta a stimolare pratiche creative, nuove forme di socialità e di cultura urbana.
Le attività di accrescimento della conoscenza in ZONA-U prevedono la realizzazione di indagini sociologiche ed etnografiche sull’area e i suoi frequentatori e la mappatura degli elementi chiave (istituzioni e contenitori culturali; produzioni; iniziative; attori) che connotano l’area, in modo da creare una base conoscitiva continuamente aggiornabile e funzionale alle azioni sull’area.
Dialoghi periodici con esperti internazionali contribuiranno a sostenere questo processo di conoscenza.
#ROCKBologna ritiene che la città, e il suo patrimonio, sia un bene comune a cui ogni cittadino deve poter accedere contribuendone alla conoscenza, al governo, alla conservazione e alla trasformazione.
#ROCKBologna attraverso U-Lab, laboratorio di pratiche partecipative, avvia una nuova stagione di osservazione, ideazione e sperimentazione a sostegno delle azioni del progetto, a partire da quelle in corso, coinvolgendo chi ne è protagonista.
Le azioni di partecipazione hanno preso avvio attraverso un calendario di incontri tematici su temi chiave per l’area Universitaria (accessibilità, sostenibilità, collaborazioni per nuove produzioni) e attraverso l’emanazione di un bando aperto ad associazioni, gruppi informali, etc. per proporre attività, iniziative ed eventi nella ZONA-U, promosso da U-Lab.
#ROCKBologna si occupa della città come risultato di un processo di trasformazione quotidiano e continuo in cui la presenza e le azioni delle istituzioni, del mondo delle imprese, di associazione e cittadini costruiscono e modificano i luoghi tanto fisicamente quanto nel loro valore e uso sociale.
#ROCKBologna attiva un Atelier sperimentale per co-progettare le trasformazioni della ZONA-U e realizzare interventi esemplificativi avendo come obiettivi l’incremento dell’uso sociale, la garanzia di una piena accessibilità e fruibilità del patrimonio culturale, il miglioramento delle condizioni ambientali degli spazi di uso pubblico.
Le prime azioni di trasformazione si sono concretizzate nella trasformazione di Piazza Scaravilli da parcheggio a giardino dinamico, attraverso il progetto Malerbe, e nell’apertura quotidiana del Foyer Respighi del Teatro Comunale per attività di lettura, ascolto, studio informale.