December 1, 2013, 4:00 PM
  • @ Oratorio di Santa Maria della Vita

Bologna, città dei Compianti, nella Fede, nell’Arte e nella Letteratura

Nell’ambito della mostra Fede, libertà e bene comune. Bologna e la Basilica di San Petronio, allestita presso il Museo della Sanità e Assistenza e l'Oratorio di Santa Maria della Vita (via Clavature, 8 - Bologna) tra il 7 novembre e il 1 dicembre 2013,  l’Associazione Amici di San Petronio, in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Genus Bononiae, promuove una serie di conferenze dal titolo Bologna, città dei Compianti, nella Fede, nell’Arte e nella Letteratura.

Le conversazioni, illustrate da immagini, si svolgeranno presso l’Oratorio di Santa Maria della Vita secondo il seguente calendario:

Domenica 10 novembre 2013, ore 16  
I Compianti nella Fede
conversazione a cura di Mons. Giuseppe Stanzani

Domenica 17 novembre, ore 16  
I Compianti nell’Arte
conversazione a cura di Daniela Sinigalliesi

Domenica 24 novembre, ore 16  
I Compianti nella Letteratura
conversazione a cura di Paola Goretti 

Domenica 1 dicembre, ore 16  
I Compianti nella Fede
conversazione a cura di Mons. Giuseppe Stanzani con commento musicale dal vivo 

I Compianti e le rappresentazioni della Pietà o della Deposizione di Cristo, presenti a Bologna nei principali luoghi storici della città, compongono un ideale percorso di arte e fede che si snoda tra la Cattedrale di San Pietro e la Basilica di San Petronio, toccando Santa Maria della Vita, Palazzo Davia Bargellini, Palazzo della Banca del Monte e San Domenico.
Si tratta di gruppi modellati in terracotta o scolpiti in marmo, spesso a grandezza naturale, vere e proprie scene sacre nelle quali lo spettatore si immerge e si immedesima, oppure rappresentazioni dipinte di grande impatto emotivo.
Le conversazioni ripercorreranno questo suggestivo percorso di arte e spiritualità proprio a partire da Santa Maria della Vita, ove è custodito il capolavoro del genere, ossia il Compianto su Cristo Morto di Niccolò dell’Arca, per approdare poi alle opere degli altri autori, come Vincenzo Onofri, Alfonso Lombardi e Giuseppe Maria Mazza, che fra Quattrocento e Settecento vi ci sono cimentati.