cover of Italia K2. Riprese di Mario Fantin

Musiche di Teo Usuelli, adattate e orchestrate da Daniele Furlati, eseguite dall’Orchestra e dal Coro del Teatro Comunale, diretta da Timothy Brock. La proiezione sarà preceduta da una lettura di Isabelle Huppert

Montaggio realizzato nel 2021 a partire dalle riprese di Mario Fantin per il documentario Italia K2 di Marcello Baldi (Italia, 1955) per gentile concessione di Club Alpino Italiano. Selezione e montaggio a cura di Andrea Meneghelli. Testi di Albino Ferrari.
Italia K2 di Baldi è stato restaurato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI e il sostegno del Ministero della Cultura. Il restauro in 4K ha utilizzato il reversal e il negativo colonna originali messi a disposizione dal CAI, integrati, per le porzioni lacunose, da un interpositivo. Come riferimento per il grading ci si è avvalsi di una copia d’epoca 35mm conservata dalla Cineteca di Bologna. Tutte le lavorazioni sono state effettuate presso L’Immagine Ritrovata.

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Mario Fantin è nato e vissuto a Bologna, una cinquantina di metri di altitudine sul livello del mare. Dopo aver combattuto nella Seconda guerra mondiale (sottotenente in Albania, Kosovo e Montenegro) e avere fatto il partigiano tra le fila della divisione Garibaldi, con un diploma da ragioniere in mano sceglie un mestiere che non esisteva: l’esploratore con la macchina da presa. E sale il più in alto possibile. Partendo dalle Alpi, si unisce alle spedizioni più avventurose dirette ai quattro angoli del globo, con lo scopo di tornare a casa per farcene partecipi in forma cinematografica. L’impresa più famosa è la conquista italiana del K2 nel 1954: Fantin arriva a seimila metri, e le sue immagini finiscono nel film Italia K2 firmato da Marcello Baldi (a Fantin spetterà nei titoli di testa la dicitura “documentazione cinematografica”, evidentemente inadeguata a rendere giustizia al suo ruolo nella creazione del film). Spesso al seguito di Guido Monzino, uno dei più grandi esploratori del Ventesimo secolo, Fantin si porta appresso la cinepresa 16mm in oltre trenta spedizioni extraeuropee, raggiungendo tra gli altri le Ande peruviane, il Kilimangiaro, il massiccio del Paine, la Groenlandia, il Tibesti, l’Africa Occidentale… In ogni occasione, unisce il puntiglio cronachistico e il bisogno di soddisfare un preciso desiderio di conoscenza alla dimensione estatica di un occhio impregnato di visioni al limite del possibile. Finché decide che la scoperta del mondo può avere luogo anche nel chiuso delle mura del suo appartamento bolognese, dove nel 1967 costituisce il CISDAE (Centro Italiano Studio Documentazione Alpinismo Extrauropeo) e comincia a raccogliere quella che diventerà una collezione di imponenza schiacciante, oggi conservata al CAI (Club Alpino Italiano): decine di migliaia di fotografie, cartine, testimonianze, dati e documentazioni varie che si prefiggono lo scopo di mantenere viva la conoscenza di quella magnifica palla di roccia che chiamiamo Terra.

Andrea Meneghelli

Nel 1954 il CAI (Club Alpino Italiano) patrocina una spedizione, diretta dal geologo Ardito Desio, che riuscirà, per la prima volta, il 31 luglio, a raggiungere il K2 nella subcatena del Karakorum. Fu impresa difficilissima perché, oltre a scalare gli 8608 metri della seconda vetta più alta del mondo, per raggiungere il campo base (situato a 4970 metri), bisognava compiere a piedi una marcia di avvicinamento di 240 chilometri, attraversando fiumi su zattere, ponti di vimini sospesi, e superare due ghiacciai con seicento portatori. A nove anni dalla fine della guerra, era anche la dimostrazione agli italiani e al mondo che l’Italia poteva lasciarsi alle spalle il ricordo della sconfitta. Al seguito della spedizione era l’operatore e regista Mario Fantin, già conosciuto per le sue imprese fotografiche e cinematografiche in ambito alpinistico. […] Fantin effettuò tutte le riprese fino a 6560 metri, poi fu obbligato a fermarsi e istruì gli alpinisti che poterono così documentare la parte finale della scalata. Mai in precedenza riprese cinematografiche erano state effettuate a tali quote.
Al ritorno della spedizione, il CAI affidò la regia del film al trentino Marcello Baldi, documentarista d’esperienza che aggiunse alle immagini un controcanto girato in Italia e due voci off. La prima di Italia K2 avvenne il 25 marzo 1955, alla presenza del capo dello stato Luigi Einaudi. Il film ebbe un notevole successo, incassò 360 milioni di lire, poco meno di Grisbì di Becker e poco più del Delitto perfetto di Hitchcock. In accordo con la Cineteca del CAI, la Cineteca di Bologna ha realizzato il restauro di Italia K2, che verrà mostrato in prima assoluta il prossimo anno, in occasione della settantesima edizione del Trento Film Festival. Lavorando al film ci siamo innamorati delle immagini di Mario Fantin, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Con l’autorizzazione del CAI abbiamo immaginato di presentare una versione di Italia K2 realizzata con le sole immagini di Fantin, senza commento parlato, con sottotitoli che raccontano gli aspetti salienti dell’azione, recuperando le musiche per coro e orchestra scritte, all’epoca, dal maestro Teo Usuelli. Il restauro restituisce tutta l’emozione alle immagini e all’impresa compiuta dagli uomini della spedizione […]. Le immagini sono così potenti che si ha la sensazione di assistere al compimento dell’ultima odissea umana sulla terra. E le riprese, liberate dalla retorica dell’epoca, ci fanno riscoprire lo sguardo etico di Fantin, capace, in condizioni impossibili, di trovare sempre l’inquadratura giusta, quella che ci racconta lo spirito profondo di quest’avventura, il rapporto tra l’uomo e la natura, la bellezza suprema delle montagne, la sfida umana per superare i propri limiti.

Gian Luca Farinelli

L’ORCHESTRA DEL TEATRO COMUNALE

Violini di spalla Emanuele Benfenati
Violini primi Giacomo Scarponi *, Federico Braga, Silvia Mandolini, Stela Thaci, Laura Zagato
Violini secondi Davide Dondi *, Franco Parisini, Giorgio Bovina, Emanuela Campara, Pietro David Caramia, Anna Carlotti, Liuba Fontana, Elena Maury
Viole Enrico Celestino *, Alessandro Savio, Corrado Carnevali, Stefano Zanolli
Violoncelli Eva Zahn *, Roberto Cima, Graziano Benvenuti,
Mattia Cipolli
Contrabbassi Gianandrea Pignoni *, Raniero Sampaoli
Flauti Devi Mariotti *, Monica Festinese (ottavino)
Oboi Paolo Grazia *, Alessio Gentilini
Clarinetti Simone Nicoletta *, Adriana Boschi
Fagotti Massimo ferretti Incerti *, Anna Vittoria Zanardi
Corni Stefano Pignatelli *, Neri Noferini
Trombe Gabriele Buffi *, Marzio montali
Tromboni Domenico Zicari *, Gianluca Corbelli
Timpani Andrea Scarpa *
Percussioni Mirko Natalizi, Gianni Dardi

Legenda: * prima parte, in corsivo: professori d’orchestra aggiunti

IL CORO MASCHILE DEL TEATRO COMUNALE

Maestro del coro Alberto Malazzi
Tenori primi Massimiliano Brusco, Giuseppe Caltagirone, Giovanni Dattolo, Morenot Finotelli, Cosimo Gregucci, Martino Laterza, Fabio Sgammini, Andrea Taboga, Antonino Tavilla
Tenori Secondi Ercole D’Aleo, Martino Fullone, Juan Carlos Granero Santana, Enrico Picinni Leopardi, Ugo Rosati, Alessandro Tronconi
Baritoni Marco Danieli, Gianluca Monti, Tommaso Norelli, Andrea Paolucci, Sandro Pucci, Alfredo Stefanelli
Bassi Raffaele Costantini, Pierpaolo Gallina, Ettore Schiatti, Tolunay Gumus


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​Modalità di accesso

mar 27 luglio | ore 21:45
@Piazza Maggiore

Italia K2. Riprese di Mario Fantin

(Italia/1954) (50')