cover of Informale / Ultimo Naturalismo e Scultura / Arte Verbo-Visuale

MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, collezione permanente. Veduta d’allestimento della sezione "Ultimo Naturalismo e Scultura". Foto Roberto Serra

Un importante intervento di rivisitazione e riallestimento di parti della collezione permanente MAMbo, accompagnato da interventi strutturali, che si svilupperà nell'arco del 2021.
Le sezioni che appaiono già rinnovate dal nuovo ordinamento curato da Uliana Zanetti e Barbara Secci con la supervisione del direttore artistico Lorenzo Balbi sono quelle dedicate all'Informale e all'Ultimo Naturalismo, mentre è stata costruita ex-novo un'area tematica sull'arte Verbo-Visuale.
A ridisegnare completamente gli spazi espositivi nel segno del dialogo con l'ambiente esterno (come già avvenuto al piano terra con le porte-finestre della Sala delle Ciminiere) è anche la riapertura delle finestre della manica lunga, che appare così decisamente trasfigurata, non solo dal nuovo allestimento delle opere ma anche dalla possibilità di scambio osmotico dentro/fuori.

Nella sezione Informale sono esposte alcune opere di artisti di spicco dell'ampio fenomeno conosciuto con tale nome, diffuso fra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Fra i critici che in Italia rivolsero una tempestiva e sensibile attenzione a queste esperienze si schierò Francesco Arcangeli, direttore della Galleria d'Arte Moderna di Bologna, antesignana del MAMbo, dal 1959 al 1968. Nel corso del suo mandato lo studioso arricchì le collezioni con opere di varie correnti, prestando particolare attenzione alla scena locale, ma anche a quella italiana ed estera. A lui si deve l'acquisto delle significative opere di Alberto Burri e Antoni Tàpies esposte in questo spazio, in cui una manipolazione controllata della materia suscita inedite manifestazioni formali. Su un tracciato parallelo si collocano le delicate composizioni di Germano Sartelli, poetiche ricombinazioni di elementi naturali e di scarto, mentre, quasi all'opposto, la lunga tela di Pinot Gallizio testimonia un approccio alla pittura esuberante ed energico.

La sezione Ultimo Naturalismo e Scultura trae spunto da Gli Ultimi Naturalisti, articolo di Francesco Arcangeli pubblicato sulla rivista Paragone nel 1954. Sotto questa definizione, egli raccoglie alcuni artisti del Nord Italia di cui da tempo segue il lavoro, come Pompilio Mandelli, Ennio Morlotti, Sergio Romiti, Mattia Moreni, Vasco Bendini, Sergio Vacchi. Secondo il critico, ad accomunare questi pittori è la capacità di riversare quasi istintivamente sulla tela l'introiezione di un sentimento del naturale che fin dal Medioevo è cifra autenticamente peculiare della tradizione artistica radicata in area padana.
Oltre alle opere dei pittori cari ad Arcangeli, la sala accoglie alcune sculture di Agenore Fabbri, Quinto Ghermandi, Jean Ipoustéguy, Leoncillo (Leoncillo Leonardi), Luciano Minguzzi e Andrea Raccagni acquisite dal museo negli anni della sua direzione.

La terza sezione, completamente inedita per i visitatori, è quella dedicata all'arte Verbo-Visuale.
Agli inizi degli anni Sessanta sempre più artisti avvertono l’importanza dell’impatto delle nuove tecnologie e dei mass media non solo sulla cultura popolare, ma anche sulle sfide estetiche e sulle condizioni di produzione della ricerca artistica sperimentale. Si percepisce che il mondo con il quale la letteratura e le arti visive sono chiamate a confrontarsi non è tanto quello naturale, quanto quello prodotto attraverso i vari mezzi di comunicazione. Molti artisti adottano metodologie che sfruttano le potenzialità dei mass media per veicolarne una critica consapevole, sondando e ricombinando parole, immagini, suoni per creare significati in competizione con un apparato comunicativo finalizzato al rapido consumo. Intrecciandosi a una diffusa sensibilità per temi politici e sociali, l’arte verbo-visuale che ne scaturisce conosce fino alla fine degli anni Settanta un sensibile sviluppo, con ricerche di carattere interdisciplinare che danno luogo a un dinamico intreccio di raggruppamenti, eventi, sodalizi, mostre, incontri. Fra i gruppi che si impegnano in queste sperimentazioni un ruolo di rilievo è svolto dal Gruppo 70, fondato nel 1963 a Firenze da Giuseppe Chiari, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Lamberto Pignotti, ma moltissimi sono gli artisti che, anche singolarmente, conducono ricerche affini, spesso trovandosi coinvolti nelle stesse manifestazioni espositive o performative. Fra questi compaiono Vincenzo Accame, Gianfranco Baruchello, Tomaso Binga, Adriano Spatola, Franco Vaccari.

Riallestimento parziale della collezione permanente MAMbo a cura di Uliana Zanetti e
Barbara Secci

- promosso da Istituzione Bologna Musei | MAMbo


Orari di apertura ART CITY Bologna:

Venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 maggio h 16-20
sabato e domenica su prenotazione obbligatoria effettuata entro il giorno precedente la visita sul sito https://www.midaticket.it/eventi/musei-civici-di-bologna h 10-20

Orari di apertura ordinari:

martedì, mercoledì, giovedì, venerdì h 16-20
sabato, domenica e festivi su prenotazione obbligatoria effettuata entro il giorno precedente la visita sul sito https://www.midaticket.it/eventi/musei-civici-di-bologna h 10-20

Ingresso:

gratuito nei giorni di ART CITY Bologna / biglietto museo (€ 6,00 intero - € 4,00 ridotto)

da mer 5 mag — a dom 27 giu
@MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna

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