Narrazioni brevi è l’esposizione di otto lavori, che hanno come fine comune quello di descrivere, attraverso brevi racconti, la relazione dell’artista con la città di Bologna.
Dai luoghi più amati come il Parco della Montagnola, a via Indipendenza, asse che collega la Stazione Centrale con il cuore della città, passando per le collaborazioni più forti tra cui quella con l’archivio Home Movies - Archivio Nazionale del film di Famiglia, che per questa mostra, ha fornito a De Mattia, alcuni fotogrammi tratti da film di famiglia degli anni ‘40 e ‘50.

I lavori in mostra vengono accompagnati dalle parole di otto curatori, con cui l’artista ha già collaborato in precedenza, completando così la narrazione del percorso espositivo, come una sorta di didascalia discorsiva.

Durante i giorni di ART CITY Bologna, l'artista sarà presente in galleria con un evento performativo in cui donerà un'opera d'arte al pubblico. Delle otto voci che narrano la mostra riportiamo quelle di Lorenzo Balbi, direttore artistico del MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna e quella di Fabiola Naldi, storica d’arte, critica e curatrice:

“Nell'opera Tre forme semplici, autonome e rotanti (2021) emerge in maniera chiara la processualità del lavoro di Giuseppe De Mattia. L'immagine di partenza, uno still da un filmato di famiglia girato in 8mm da Angelo Marzadori nel 1951 e ritrovato nell'archivio di Home Movies, diviene oggetto di indagine da parte dell'artista che, attraverso sollecitazioni visive diverse e giocando con le capacità interpretative dello spettatore la trasfigura: il gasometro e altri edifici storici del panorama industriale di Bologna diventano forme geometriche semplici capaci di una nuova vita autonoma. Liberate dal contesto e dal significato originale queste forme trasmutano, ruotano cercando nuove identità, interagiscono tra loro, quasi si divertono a passare da fotografia, disegno, pittura e scultura in ceramica”. [Lorenzo Balbi]

“In un tempo in cui nessun testo critico ha più lo stesso valore scientifico ritengo stimolante accettare l’invito di Giuseppe De Mattia: diversi amici e colleghi si confrontano con una singola opera quasi fosse una didascalia potenziata. Ed eccomi a scrivere di un lavoro appartenente alla serie Forme tradizionali di protesta. Non mi stupisce affatto: la protesta mi è familiare quanto il mio continuo distanziamento dalla tradizione e dalle sue molteplici forme di rappresentazione. Anche oggi, dopo l’abbuffata citazionista e diversamente ripetuta dai modi degli ultimi decenni, siamo ancora qui a provare a definire lo spazio di azione e di responsabilità dell’artista e del sistema che lo rappresenta. Qui tutti possono prendere un’opera gratuita afferma lo slogan di un’ipotetica manifestazione: vecchie tele comprate in qualche mercatino, già dipinte da qualche collega di Giuseppe, sono coperte con acrilico bianco, e sono riscritte da frammenti di un discorso artistico dove riecheggiano tempi perduti. Ma se allora l’ipotesi utopica di cambiare il sistema poteva essere immaginabile, ora quel potere dell’immaginazione si è trasformato nella distopia di una realtà arida, armata solo di aggressioni economiche nelle quali dell’artista e dell’opera resta solo la certezza della sua immediata svalutazione. In un tempo in cui il quasi intero sistema dell’arte ha accettato l’oblio e il silenzio della chiusura pandemica prolungata, contro cosa saremo ancora in grado di protestare? E chi accetterebbe la sfida di affermare che sappiamo chi sono i colpevoli ma non abbiamo le prove?” [Fabiola Naldi]


Orari di apertura ART CITY Bologna:

Venerdì 7 maggio h 16-20
Sabato 8 maggio h 10-20
Domenica 9 maggio h 15-20

Orari di apertura ordinari:

martedì-venerdì h 15.30-19; sabato h 9.30-12

Ingresso:

gratuito

da ven 7 mag — a sab 26 giu
@LABS Contemporary Art

Giuseppe De Mattia. Narrazioni brevi

mostra personale | gallerie e altri spazi espositivi ART CITY Bologna 2021