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Album "Il bar sotto il mare"

In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale della raccolta di racconti Il bar sotto il mare di Stefano Benni (Feltrinelli, 1987), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.

Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.

Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva dei molti argomenti e dei molti materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.

Consci di non incarnare il Lettore Modello presupposto dal testo, del testo faremo un uso specifico piuttosto che darne un’interpretazione, secondo la distinzione posta da Umberto Eco in Lector in fabula (paragrafo 3.4, Uso e interpretazione, p. 59-60).

Dal momento che di Il bar sotto il mare sono state pubblicate diverse edizioni, non indicheremo le pagine, ma il titolo del racconto da cui sono tratte quelle parole. I singoli testi infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficoltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.

I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.

Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.

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prec succ tutti
Gualtiero Fabbri, Al cinematografo (1907)
Contenuto inserito il 19 feb 2026 — Ultimo aggiornamento il 20 feb 2026

Gualtiero Fabbri, Al cinematografo (1907)

Nella gallery documentaria dedicata a Bar Sport abbiamo colpevolmente trascurato il racconto Il cinema Sagittario. È tempo di colmare questa lacuna approfittando di un racconto parallelo a quello appena citato e presente in Il bar sotto il mare. Il titolo è Il pornosabato dello Splendor. In entrambe le storie non viene celebrato tanto il cinema come forma d’arte, ma la frequentazione delle sale cinematografiche, gli episodi divertenti che vi possono accadere, il microcosmo che si viene a creare durante le proiezioni. Ma se Benni racconta la vita delle sale cinematografiche nel momento del loro massimo splendore, con il breve romanzo di cui vediamo a fianco la copertina risaliamo a un’epoca pionieristica dello spettacolo cinematografico. Al cinematografo di Gualtiero Fabbri esce infatti nel 1907. Non solo l’edizione originale è di difficile reperibilità, ma il testo è citato in pochissime bibliografie dedicate ai primordi del cinema, perché è stato «dimenticato per decenni» nonostante possa essere definito com un «“incunabolo” della narrativa d’ispirazione cinematografica» (Sergio Raffaelli, Un pioniere, in Gualtiero Fabbri, Al cinematografo, p. 81-105: 92).

Siamo quindi di fronte a uno dei primi, se non il primo testo narrativo ambientato all’interno di una sala cinematografica. L’autore, Gualtiero Fabbri, «nacque a Bologna nel 1861 da ragguardevole famiglia romagnola» (ivi, p. 82), anche se spese gran parte della sua attività di promotore della settima arte fra Milano e Torino (dopo un lungo soggiorno statunitense). Il racconto ha un evidente intento promozionale, essendo stato composto per un concorso indetto da Pietro Tonini (sua la pagina di presentazione dell’edizione del 1907), che possedeva alcune sale cinematografiche e avvertiva l’esigenza di attirare spettatori “educandoli” alla fruizione dello spettacolo cinematografico, esaltandone la novità e i pregi. La descrizione che Fabbri fa della sala cinematografica è sorprendentemente simile a quelle che Benni proporrà decenni dopo. In entrambi i casi ci sono bambini e ragazzini che danno fastidio, amanti che approfittano del buio, giovani malintenzionati che ugualmente si avvalgono dell’oscurità per sottrarre un portafoglio o palpeggiare un’avvenente ragazza. E c’è la mescolanza delle classi sociali, il gentiluomo che si trova a fianco dell’operaio, la servetta che viene presa di mira dallo studente.

Un mondo ormai quasi scomparso, del quale Fabbri ha narrato gli albori e Benni il tramonto. Anche per questo nelle sue pagine manca quell’ottimistico intento educativo che pervadeva invece il racconto del 1907, in cui,  assistendo a una proiezione, un giovane poco di buono «è stato un novello Innominato: si è convertito dalla mala alla buona vita, merito tutto del cinematografo» (p. 63). In Benni queste parole avrebbero assunto un sapore ironico del tutto assente nell’opera di Fabbri.

Il volume qui presentato è una riproduzione facsimilare dell’edizione del 1907, quindi ha l’ulteriore curiosità di proporre anche le pagine pubblicitarie che corredavano quell’esile libretto.

Sull’autore si veda Gualtiero Fabbri pioniere sommerso del cinema, tra pellicola e digitale, a cura di Rino Caputo e Mirella Zecchini Busetto.

 

Gualtiero Fabbri, Al cinematografo, a cura di Sergio Raffaelli, rist. anastatica, Roma, Associazione italiana per le ricerche di storia del cinema ; Bologna, Persiani, 2012.

Collocazione: ARPE-BO B. 8198

 

 

       

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