Cultura Bologna
copertina di Pedro Neves Marques. Aedes Aegypti
dal 13 al 15 maggio 2022 @Orto Botanico ed Erbario, via Irnerio 42 - Bologna

Pedro Neves Marques. Aedes Aegypti

video installazione | Main Project ART CITY Bologna 2022

​Le opere filmiche, la produzione saggistica e letteraria di Pedro Neves Marques (Lisbona, 1984) sono intrise della passione che sin da ragazzo l’artista nutre per le storie di fantascienza. I suoi lavori - a metà strada tra la realtà presente e la finzione del futuro, e in costante dialogo con altre discipline come la genetica e la botanica - riflettono sulla dicotomia tra natura e cultura, umano e sovrumano, biologico e transgenico, per dimostrare l’impossibilità di distinguere i confini tra queste categorie.

Nei suoi lavori, Neves Marques solleva profondi interrogativi sulle metodologie utilizzate per governare i corpi e utilizzarli per un determinato scopo, come emerge anche in una delle sue Viral Poems, quando afferma che la “militarizzazione della biologia” si traduce in “linguaggio della soppressione”. La sfida morale davanti alla quale ci pone l’artista sta nella nostra capacità di distinguere possibili forme di vita alternative in un’epoca in cui i poteri militari crescono.

La rigorosa ricerca scientifica affiancata allo studio sul campo forniscono a Neves Marques le basi per affrontare i temi scottanti della nostra società quali la sessualità, l’intimità, la riproduzione, il colonialismo e il fascino per le nuove tecnologie. Tutte tematiche che riemergono costantemente nei suoi lavori come in Aedes Aegypti, un’animazione digitale iperrealistica, la cui narrativa si basa su un fatto reale.

La specie di zanzara che dà il nome all’installazione di Neves Marques, e che prolifera negli ambienti urbani tra i due tropici, in natura è geneticamente predisposta ad acquisire il virus Zika, che a sua volta trasmette all’uomo. Proprio nel tentativo di contrastare malattie come la Zika, nel 2016 una compagnia di biotecnologia inglese, la Oxitec, ha sviluppato in laboratorio un maschio di zanzara dotato di un “gene letale” autolimitante. Nell’accoppiamento con la femmina di zanzara, colei che punge e diffonde il virus, passa tale gene ai futuri nascituri che per questo non raggiungeranno mai la maturità riproduttiva e di conseguenza la fase di trasmissione del virus.

Protagonista dell’opera, vettore per esplorare l’impatto che le biotecnologie hanno sul processo riproduttivo, ma anche metafora e simbolo delle forze che regnano nella nostra quotidianità, la zanzara sostanzialmente mette in luce l’artificiosità del post-naturale tipica del XXI secolo. Neves Marques utilizza questo insetto, oltre che per condurre una personale indagine etnografica, anche per illuminare il pubblico sulla violenza di genere e sulle gerarchie sessuali: da una parte la femmina di Aedes Aegypti rappresenta il succhia sangue di una nazione, mentre il maschio diventa uno strumento dell’uomo contro la sua controparte femminile.

La video installazione, collocata all’interno dell’Orto Botanico ed Erbario dell’Università di Bologna, ci concede scorci della zanzara Aedes Aegypti (uno per monitor): in una sequenza, la zanzara si poggia sulla pelle umana succhiando il sangue, mentre nella seconda sequenza due zanzare sono colte nel momento di copulazione.

Video installazione a cura di Sabrina Samorì

- promossa da Istituzione Bologna Musei | MAMbo in collaborazione con SMA - Sistema Museale di Ateneo


Orari di apertura ART CITY Bologna 2022:

venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 maggio h 10-18

Ingresso:

gratuito

Contenuto inserito il 22 apr 2022 — Ultimo aggiornamento il 3 mag 2022