Cultura Bologna
copertina di Nebojša Despotović. Another race of vibrations
dal 1 al 5 febbraio 2023 @CAR DRDE, Via Azzo Gardino, 14/A Bologna

Nebojša Despotović. Another race of vibrations

ART CITY Bologna 2023

CAR DRDE è lieta di annunciare la prima personale dell’artista serbo Nebojša  Despotović (Belgrado, 1982) che presenta per l’occasione una selezione di opere  appartenenti al gruppo La famosa serie di Fioi prodotto nel 2022. Si tratta di opere  realizzate e ispirate ad amici, colleghi e artisti appartenenti alla cerchia privata dell'artista  dove è evidente l'approfondimento psicologico dei soggetti ritratti.  
La selezione di opere presentate in galleria – rispetto alle precedenti che erano  caratterizzate da una forte narrazione introspettiva – parte da scenari veri, scene vissute e  gente reale, segnando una svolta importante nella ricerca dell'artista e delineando una  cesura stilistica con la produzione precedente. 
«Dipingere è anche una pratica, – scrive Andrea Busto – è una ginnastica e un esercizio  fisico, che si compie di fronte al vuoto della tela vergine su cui affiorano, a poco a poco, le  immagini create dal colore e dalla composizione.Nebojša Despotović appartiene a una  generazione di artisti che, senza problemi, accomuna e assomma i grandi capolavori della  storia dell’arte ad anonime immagini di Instagram. La tecnica della citazione non è  presente nel suo lavoro, quella dell’appropriazione sì. Nel suo operare è intrinseca l’idea di  impossessarsi di altre immagini che provengono da mondi e sistemi estremamente  differenti. Innanzitutto è un artista informato. Tutta la possibile storia dell’arte appare nella  sua opera in forma stratificata anche se non evidente, per intenderci non è un citazionista,  è un continuatore della “tradizione” in cui si collocano Picasso, Goya, Velázquez, Picabia,  Munch, Tintoretto, Chagall, Bacon, Morandi, El Greco, Tuymans e tutti quegli artisti che, al  di là della forma, lavorano anche sulla superficie pittorica in modo gestuale e materico.  Una pennellata che diventa forma in un labbro o in una foglia, percepibile come un segno,  non solo come immagine, ma anche come gesto, è alla base della comprensione del suo  lavoro.  
Le opere di Despotović sono inesorabilmente avulse da un contesto riconoscibile e, anche  se tutte ci appaiono come estranee alla nostra vita, molte parlano di esperienze che  riconosciamo, risultando come riflesse in uno specchio annebbiato ma famigliare.  
Egli si immerge mentalmente nel racconto dipinto sulla tela, per poi estraniarsene e,  facendo un passo indietro, per riassumere la veste del creatore e quindi regista della  scena. Il teatro, la pittura, la persona, i personaggi, il regista e gli attori, i ruoli e la vita, veri  o falsi che siano vivono in un balletto mentale e reale che si esprime oltre la  tela/sipario/fondale, oltre lo studio dell'artista, ma anche tutto dentro la sua mente».  

Estratto dal catalogo della mostra Nebojša Despotović - The Golden Harp a cura di Andrea Busto, MEF - Museo Ettore Fico, Torino 2020  


mostra personale


Orari di apertura ART CITY Bologna:

1,2,3 febbraio h 10-14/15-20 | 4 febbraio h 9-23 | 5 febbraio h 10-20 

la mostra prosegue fino al 18 marzo 2023