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Il senso di onnipotenza da sempre ha portato l’uomo a non voler accettare i propri limiti, a forzarli, a voler andare oltre. Oggi l’attuale trend richiede il prolungamento della giovinezza. Viviamo in una società che non  accetta di invecchiare, ma questa tendenza culturale si basa sulle paure. La paura di perdere la bellezza, la  paura di perdere una relazione o la vita stessa. E allora si resta in superficie e si rincorrono le mode,  adeguandosi a modelli che spesso non sono i propri e delegando agli altri le scelte che si dovrebbero fare da soli.  
Le donne in particolare subiscono non solo il naturale indebolimento fisico legato all’invecchiamento ma  anche uno stigma estetico che le rende meno attraenti sul piano relazionale e lavorativo. E se è difficile  affrontare i cambiamenti fisici legati al trascorrere del tempo, l’ossessione per la forma e il ricorso alla  manipolazione del proprio corpo fanno invece emergere una profonda fragilità.  
“La vecchiaia in sé non è né positiva né negativa, né maschile né femminile. Non è una colpa e soprattutto la  giovinezza non è un merito. Sono dati, fatti, non valori. La vecchiaia non è sabbia nell’ingranaggio della vita,  è la vita stessa” dice la professoressa Francesca Rigotti, autrice del libro De Senectute. La vecchiaia non  sono le rughe sul viso. È troppo spesso solitudine.  
L’umanità si è allontanata dalla natura, dai suoi ritmi e dai cicli naturali. Per riappropriarsi di questi cicli  abbiamo scelto di ritrarre le donne in mezzo agli alberi, vicino a un fiume o a una cascata. La nostra  fotografia si pone l’obiettivo di non tradire il vero a favore del bello. Come per i soggetti dei Preraffaelliti a cui  ci siamo ispirate, i nostri sono rappresentati nella loro autenticità, senza togliere l’importanza estetica del  valore dell’opera finale, in un nesso inscindibile tra ideale etico e purezza della forma. Non solo la posa del  soggetto ma anche gli abiti che indossano (forniti dalla stilista Julieta Da Purificaçao Manassas) sono volti a  sottolineare l’armonia tra corpi, natura e colori. L’intento è quello di rappresentare una bellezza che esalti la  sacralità femminile. Il nostro atto “rivoluzionario” è rendere giustizia a un’età che non si vuole fermare alla  giovinezza. Oggi la donna è vittima di modelli sociali gerachizzati di dominio maschile. Simbolo di una natura  fuori controllo, si contrappone a un uomo che invece tende al controllo e vede nel femminile caotico e alieno un’incontrollata energia libera.


mostra e installazione a cura di Laura Frasca, Laura Bessega e Lorena Zuniga, in collaborazione con Michele Levis, Francesco Savelli e Davide Carta


Orari di apertura ART CITY Bologna 2022:

  • 12,13,15 maggio h 10-19
  • 14 maggio h 10-22
  • opening 15 maggio h 18
evento inserito il 4 gen 2022 — ultimo aggiornamento il 3 mag 2022
In copertina: Cristina e il lago di Brasimone, Credit Laura Frasca Laura Bessega
dal 12 al 15 maggio 2022
@ Green Whale Space

Laura Bessega e Laura Frasca. Nymphè

mostra e installazione