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Mona Karami Khoshkabad, Liu Jiying, Arianna Bassetto, Claudio Valerio, Rui Wang, Kun Zhao, Gioele Villani, Michele Di Pirro, Mihaly Mor Kovacs, Nikola Filipović, Alice Mazzei, Mehrnoosh Roshanaei, Massiel Leza, Zheng Ningyuan.
 

Mostra collettiva a cura di Carmen Lorenzetti, promossa da Fondazione Zucchelli in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Bologna
 

La mostra mette insieme i vincitori dei premi Zucchelli del 2020 e del 2021. Ogni giovane artista presenta un’opera nuova, spesso connotata da linguaggi sperimentali, in modo da coinvolgere maggiormente lo spettatore in una fruizione multimediale. Gli studenti del 2020: il Premio al Talento Mona Karami propone una delle sue enigmatiche forme di marmo piatto, aderente alla parete, indecisa tra lo statuto della bidimensionalità e della tridimensionalità con un’attenzione legata alle ragioni del materiale; la menzione d’onore Liu Jiying presenta ADAGIO 10 sonatine (2021), un’installazione con fotografie, spartiti e un sonoro che richiama i suoni della città; Arianna Bassetto con l’installazione anx.i.e.ties (2021) composta da due quadri e un cellulare ragiona sul tema dell’ansia, malessere ormai diffuso e provocato dall’iperstimolazione cui siamo sottoposti oggi; Claudio Valerio utilizza il disegno come luogo di meditazione filosofica e le sue forme, improbabili e surreali presenze, appaiono come metafora di condizioni universali; Wang Rui nell’installazione Andare verso l’ignoto (2020) richiama secondo una prospettiva ecologica forme naturali e fa un ragionamento sulla futilità del progresso tecnologico dell’uomo; Zhao Kun con Odore visibile (2021) ha operato una sinestesia donando la vista a 42 odori di diverse provenienze attraverso formelle in cera e lana dopo una lunga ricognizione. Gli studenti del 2021: il Premio al Talento Gioele Villani progetta e programma i codici generativi del robot “Succosa” che produce disegni incarnanti distopici paesaggi; la Menzione d’onore Michele Di Pirro col video Nero induzione (2021) iscrive nella temporalità un processo lentissimo, quello dell’oscuramento delle carte chimiche degli scontrini: l’obsolescenza programmata che contraddistingue la società dei consumi è resa in maniera perturbante; Nikola Filipović ripropone parte di un’installazione composta da 6 stendardi monumentali concepita per il Museo Civico Medievale nel 2021: le immagini sono liberamente tratte dai codici miniati del museo e riecheggiano la Divina Commedia di Dante: il giovane artista conferma abilità nell’uso sintetico e vivace del mezzo del disegno; Mihály Mór Kovács nell’installazione site-specific concepita appositamente per gli spazi della Fondazione Zucchelli, mostra fotografie che dialogano con le pareti e gli elementi della Fondazione, inserendosi così nel filone della critica istituzionale e ragionando sulla funzione della fotografia; Inattesa di Alice Mazzei recupera dai suoi lavori precedenti l’idea di un nascondimento cui aggiunge in questa versione una notazione fantasmica, misteriosa, sempre unita ad una temperie surrealista; la videoinstallazione di Mehrnoosh Roshanaei Bloom again (2021) si riferisce ad una natura in via d’estinzione, ad un mondo irrimediabilmente perduto. Al video fanno da contraltare due dipinti che si riferiscono alla stessa tematica. Massiel Leza è stata selezionata come tredicesima artista all’interno della residenza del MAMbo, chiamata Il Forno del Pane, nel 2021. La Fondazione ha contribuito alla residenza con un’elargizione in denaro. Massiel mostra un Autoritratto ad acquerello del 2022, che prosegue il lavoro che porta avanti da qualche anno sull’espressione di un’identità di genere fluida, in continua costruzione e decostruzione, al limite del visibile. Zheng Ningyuan invece ha partecipato alla residenza-studio a cura di Alchemilla Bologna nel 2021 realizzata con il contributo di Fondazione Zucchelli e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Il video Teresa Moda, si riferisce ad un fatto di cronaca del 2013 che vide l’incendio dell’azienda omonima legata al tessile pratese. Prato e la concentrazione di aziende e manodopera cinese (e pakistana) costituiscono il terreno privilegiato di analisi di Ningyuan, che studia i fenomeni dell’immigrazione in Italia, e i rapporti tra Italia e Cina nel contesto della globalizzazione.
 


Orari di apertura ART CITY Bologna 2022:

12 e 15 maggio h 12-19
13 maggio h 18-21 opening
14 maggio h 18-23
 

La mostra prosegue fino al 31 luglio 2022. Visita su prenotazione scrivendo alla mail eventi.fondazionezucchelli@gmail.com
​Entrata libera fino a esaurimento posti, a titolo gratuito

evento inserito il 22 apr 2022 — ultimo aggiornamento il 3 mag 2022
In copertina:

Roshanaei, La speranza è quella cosa piumata

dal 12 al 15 maggio 2022
@ ZU.ART Giardino delle arti di Fondazione Zucchelli

In and out

mostra dei vincitori dei concorsi Zucchelli e delle residenze d’artista 2020-2021