copertina di Gran Festival Internazionale della Zuppa
dal 16 al 17 maggio 2026
  • @ Parco Pier Paolo Pasolini

Gran Festival Internazionale della Zuppa

XV edizione

Nato a Lille 26 anni fa e diffuso in tutta Europa, il Festival della Zuppa è diventato una costellazione di esperienze sorelle – da Bologna a Parigi, da Roma a Berlino, fino alle nuove nascite come il festival di Auna in Campania, il neo festival della zuppa di Monteacuto Ragazza, tutte diverse, tutte legate dallo stesso gesto semplice ma radicale: cucinare, sedersi attorno a un tavolo e condividere.

Una rete informale in crescita, un flusso continuo di zuppe e relazioni. La zuppa è un’alleanza temporanea tra differenze in cui ci si mischia, senza annullarsi.

A Bologna, nel quartiere Pilastro, questa storia compie 15 anni.

E per festeggiare chiama a raccolta il mondo intero – o almeno la sua versione più gustosa e meticcia – con The United Nations of the Soups.

Il Gran Festival Internazionale della Zuppa anche quest’anno resta fedele alla sua natura: gratuito, dal basso, senza sponsor invadenti né altri obiettivi se non creare arte, cultura e comunità.

Un esperimento collettivo nel cuore del Pilastro, in cui è chiaro che la periferia è centro e che la cucina popolare e l’arte sono linguaggi universali.

Il programma è un piccolo caos organizzato.

Sabato 16 maggio, per il Zuppen Preludio, il parco si trasforma in un laboratorio diffuso: si può passare dalla ceramica alla stampa, dalla danza al clown, costruire sculture effimere o imparare ciclomeccanica.

Intorno, installazioni e azioni artistiche come Trame Danzanti , teatri in miniatura, storytelling intorno alla zuppa, performance tra gli alberi.

Arriva poi la parata L’invasione dei gatti e dei polli al Pilastro con maschere, trampoli e la partecipazione delle bambine e dei bambini della scuola primaria Romagnoli.

La sera, musica e attraversamenti sonori tra hip hop, improvvisazione e sperimentazione, con artisti tra cui Carlo Maver e Andrea Petazzi.

Domenica 17 maggio arriva il cuore pulsante del Festival: la gara ludica di zuppe. Chiunque può partecipare – gruppi informali, amici, famiglie, collettivi – portando 10 litri di zuppa già pronta da offrire gratuitamente.

Da lì in poi vale tutto: costumi, scenografie, performance, richiami sonori, invenzioni di ogni tipo per conquistare il pubblico.

Quest’anno i cappelli della Gran giuria di qualità sono stati creati dalla classe quarta dell’Istituto professionale moda Aldrovandi Rubbiani e la cappellaia Giusi Ledda.
A decidere le vincitrici sono proprio gli assaggiatori e le assaggiatrici, giuria popolare del festival , votando in vere cabine elettorali, in una grande consultazione collettiva a colpi di mestolo e la giuria di qualità composta da esperti del palato. Si vince la partecipazione con la propria zuppa a uno dei festival della rete della Zuppa!

Intorno, il parco si riempie di circo con trapezi, tessuti aerei, giocoleria, percussioni e danze, capoeira, cantastorie, incontri su economie di comunità, attività per bambinə e concerti che attraversano Mediterraneo, Balcani e oltre, fino alla proclamazione ufficiale delle United Nations of the Soups.

Tra i progetti speciali: La Fabrique des Impossibles e Radio RAPTZ di Parigi , grazie al programma Culture Moves Europe, lavoreranno sull’archivio dei 15 anni del festival raccogliendo voci, storie e memorie per raccontare questa rete europea della zuppa.