Cultura Bologna
copertina di Farò. Pratiche Estetiche Politiche
dal 28 gen al 25 feb 2023 @TIST - This is so temporary, via Vincenzo Bellini 1 - Rastignano (BO)

Farò. Pratiche Estetiche Politiche

Giorgina Della Porta, Michele Di Pirro, Massiel Leza, Michele Liparesi, Maninude, Matteo Montani, Uriel Schmid-Tellez, Tist, Laura Zizzi | ART CITY Bologna 2023

La prima edizione della rassegna Farò. Pratiche Estetiche Politiche presenta nove approcci differenti alla produzione del visivo. L’impulso dietro la ricerca dei processi espressivi che accomuna gli artisti, è la trasformazione del domani. Invece di sottostare alla temporaneità e alla precarietà paralizzanti del presente, gli artisti restituiscono la visione del futuro, dichiarando così il suo potenziale. L’attenzione che la rassegna pone sui modi di produzione nasce dalla necessità di avvicinare i campi dell’estetica e della politica, e affermare lo spazio del sensibile nella pratica. 
Il gruppo TIST costruisce un vero e proprio Faro, trasformando gli oggetti di recupero tecnologico in reperti del nostro presente che fuggano così l’obsolescenza e acquisiscano un avvenire nuovo, diventando la superficie sulla quale TIST inscrive il manifesto collettivo. Posizionato all’aperto, il faro di 5 metri indica metaforicamente la strada verso il luogo dell’arte, sicuro e utopico allo stesso tempo, un territorio del fare estetico, non condizionato né dal profitto, né dal potere. 
L’installazione Solid Works di Uriel Schmid-Tellez propone l’intreccio di stereotipi architettonici e artistici relativi alla figurazione e alle arti visive classiche con forme delle strutture moderne e industriali. In uno sviluppo tridimensionale di piani, telai e campiture monocrome, la costruzione visiva viene allontanata dalla sua aurea e riportata alla configurazione primitiva, percettiva o discreta. Il modello progettuale diventa taglio sul vedere.
Languishing – mostra di Giorgina Della Porta, Michele Di Pirro e Massiel Leza a cura di Maria Chiara Wang – nasce come reazione ad un sentire comune, a uno stato di perdita di motivazione, rassegnazione e stagnazione che accomuna i tre artisti: tre interpretazioni differenti del termine 'languire' per tre ricerche poste in dialogo tra il digitale, l’installazione e la pittura.
Michele Liparesi riflette sul paesaggio archetipo e, partendo dall’impiego di tecniche diverse – dal calco in gesso al cemento – costruisce gli scenari ideali dell’opera site-specific Instabilità geologica.
Nell’installazione Forma e violenza Laura Zizzi lascia le sculture in fase progettuale per svelare la forza motrice dell’azione artistica. La violenza è intesa qua come potenza impetuosa ed è finalizzata alla realizzazione di forme mutevoli di fango e ferro.
Il designer MANINUDE costruisce Meccatronica, una catena di produzione domestica e automatizzata che sostituisce la mano dell’uomo e realizza le figure, funzionali o astratte, partendo da materie differenti. Il lavoro sfrutta le relazioni tra l’individuo, il lavoro manuale, la tecnologia e la politica Open source.
Nella performance Un quadro a scomparsa, Matteo Montani rende la pittura un agente attivo della meditazione sulla morte, ovvero sulla vita. 
Gli artisti presentati nella rassegna Farò affermano un potenziale utopico, mostrando le fratture nei linguaggi consueti, nelle percezioni e sensibilità abituali e attraversano il campo del dissenso costruttivo.


rassegna collettiva di pratiche artistiche a cura di Yulia Tikhomirova e Maria Chiara Wang


Orari di apertura ART CITY Bologna:

28 gennaio h 18-22 opening | 2, 3 febbraio h 12-18 | 4, 5 febbraio su appuntamento

Orari di apertura ordinari:

accesso libero su appuntamento