Cultura Bologna
copertina di Ma non tutto è nero
dal 2 al 5 febbraio 2023 @Aula d’arte Istituto di Istruzione e Formazione Giambattista Vico, via della Ghisiliera 16E - Bologna

Ma non tutto è nero

Vittoria Cafarella, Domenico Canino, Vincenzo D’Argenio, con un testo di Emilia Angelucci | ART CITY Bologna 2023

Non è raro svegliarsi nel cuore della notte, aprire gli occhi e non vedere nulla. In quel momento di  durata indefinita, in cui la realtà e il sogno convivono, i pensieri e le immagini si confondono in un  grigio profondo prossimo al buio assoluto. Ma non tutto è nero. Dove i contorni delle cose cominciano  a emergere dal fondo della coscienza appena destata, il colore che l'occhio umano percepisce è un  grigio particolarmente scuro chiamato Eigengrau
Generata dalla percezione di un campo in continua evoluzione formato da piccoli punti bianchi e neri,  questa luce scura denominata da Gustav Theodor Fechner a metà del XIX secolo Eigengrau viene  interpretata dallo psicologo come una condizione psicofisica di grigio interiore in cui le immagini  rimangono sulla soglia della visione. 
Il progetto Ma non tutto è nero nasce a partire da un terreno comune nella poetica degli artisti, quale  l’interesse verso la fisiologia del corpo, la dimensione dell’onirico e la suggestione dell’ignoto.  Cafarella, Canino e D’Argenio trovano nello spazio dell'Istituto Vico un punto di contatto negli aspetti  materiali e simbolici dell’Eigengrau per confrontarsi su temi come il buio, l’illusione,  l’(in)consapevolezza e il ricordo.

Cafarella si muove dunque in un labirinto dove il passato e il presente si intrecciano sul futuro e  lasciano riaffiorare, come spesso accade nella sua pratica, residui di immagini e suoni che prendono  la forma di collage e installazioni. 
Canino indaga lo spazio pittorico alla ricerca di figure che squarciano la tela e oltrepassano la  dicotomia tra vita e morte, sonno e veglia e luce e ombra.
D’Argenio ancora una volta si confronta con il suo vissuto personale proponendo una serie di materiali  d’archivio che riflettono sulla tematica del grigio inteso come il non-detto. 
Emilia Angelucci propone uno scritto a integrazione delle influenze concettuali presenti in mostra  strutturato non come testo curatoriale ma come una installazione a sé stante.  

L’Istituto di Istruzione e Formazione Giambattista Vico dopo alcune mostre nell’aula di via della  Ghisiliera si riapre al contemporaneo con l’intento di avviare programmi di collaborazione con artisti,  emergenti e non, anche per gli anni a venire. 


Mostra  collettiva in collaborazione con ART(BO) Linda Carluccio - Elisa Zanta


Orari di apertura ART CITY Bologna: 
2 febbraio h 18.30-22 
3 febbraio h 14-20 
4 febbraio h 14-24 | h 21 Chiara  Zaccaria - arpa e live electronics 
5 febbraio h 10-17 o previo appuntamento 3208788185