copertina di Sorella arte. San Francesco tra Medioevo e contemporaneo | MOSTRA al Museo Medievale
dal 17 ott 2026 al 17 gen 2027
  • @ Museo Civico Medievale

Sorella arte. San Francesco tra Medioevo e contemporaneo | MOSTRA al Museo Medievale

mostra | inaugurazione 16 ottobre 2026 ore 17.30

La mostra si configura come un unico progetto espositivo articolato nelle due sedi del Museo d'arte Lercaro e del Museo Civico Medievale.
Muovendo dal racconto delle stimmate tratto dalla Leggenda Maggiore di San Bonaventura da Bagnoregio, in cui Francesco non porta più l’immagine del Crocifisso solo nella mente ma anche nel corpo, la mostra indaga il tema dell’immagine come esperienza che supera la dimensione puramente mentale o rappresentativa per farsi luogo di trasformazione e di relazione con il visibile.

Pensate come strade alternative di uno stesso itinerario, le due sezioni mostrano due diversi modi di connettere le arti visive e i temi della cultura francescana: la prima ne indaga i più diretti riflessi storici, iconografici e devozionali, la seconda esplora invece l’ipotesi di una loro evocazione indiretta a partire dalle forme e dai soggetti delle opere selezionate. Due modalità inverse, due vie concettualmente opposte che convergono sullo stesso terreno, riaffermando il valore rispettivamente storico e interpretativo delle immagini.

Nella sede del Museo Medievale il percorso propone uno spaccato della presenza francescana a Bologna tra XIII e XV secolo, ricostruendo, attraverso sezioni tematiche, il ruolo determinante svolto dall'Ordine dei Minori e dal culto di san Francesco nella trasformazione della cultura visiva cittadina. A partire dal tradizionale racconto del passaggio del Santo in città, tramandato dalla Compilatio Assisiensis, e dal progressivo insediamento della comunità minoritica, da Santa Maria delle Pugliole alla costruzione della basilica di San Francesco, le opere esposte documentano le molteplici declinazioni del rapporto tra Bologna e il santo di Assisi, evidenziandone gli esiti iconografici, devozionali e culturali. Questo nucleo sarà posto in dialogo con una selezione di opere del Novecento, accostate non soltanto per affinità iconografiche, ma anche per consonanze concettuali, capaci di mostrare la persistenza e la continua rielaborazione dell'immaginario francescano nella cultura figurativa contemporanea.

La sede del Museo d’arte Lercaro declina al presente alcuni nodi concettuali emersi nel percorso medievale e i temi portanti della narrazione francescana attraverso dialoghi e accostamenti capaci di attivare nuove relazioni di senso, riflettendo al contempo sullo statuto dell’immagine e sulle facoltà della rappresentazione. Nel dibattito critico sull’arte contemporanea sono stati avanzati riferimenti a san Francesco in merito all’opera di Alberto Burri e alla poetica dell’Arte Povera; attraverso questo percorso si intende invece dimostrare possibilità più estese, che vanno oltre le specificità materiali e concettuali dei singoli pezzi. La maggior parte delle opere esposte non assumono la figura di san Francesco come riferimento iconografico o tematico né implicano necessariamente una dimensione figurativa o corporea, ma diventano dispositivi critici capaci di mettere in tensione le modalità del vedere e del significare. Questa sezione si incentra, quindi, sulla costruzione di scenografie minimali basate sul cortocircuito tra opere medievali e contemporanee: le prime si accostano alle seconde per risignificarle, anche in virtù dell’elasticità semantica che spesso caratterizza l’arte contemporanea. È proprio dalla relazione tra le immagini che scaturisce l’evocazione di alcuni temi francescani, dalla vita in povertà all’amore per la natura.

L’articolazione del progetto tra le due sedi è accompagnata da uno scambio mirato di oggetti, con la presenza di alcune opere contemporanee nel percorso medievale e di opere medievali nella sezione contemporanea. Tale scelta non intende stabilire continuità storiche, iconografiche o tematiche, ma introdurre uno scarto consapevole, invitando a leggere le immagini medievali e contemporanee come campi di interrogazione autonomi, attraversati da questioni comuni legate alla visione, al senso e alla possibilità stessa dell’immagine.


Inaugurazione al Museo Medievale venerdì 16 ottobre, ore 17.30