Dario Bellini (1960) è un artista che opera dagli anni Novanta in forma individuale e di gruppo. Il gruppo ha come motore attivatore il teorico, storico dell’arte e critico d’arte Elio Grazioli, che negli anni Novanta animava la Galleria Continua di San Gimignano con dibattiti e convegni cui venivano regolarmente invitati tre artisti, tra cui Dario Bellini, Aurelio Andrighetto e Gianluca Codeghini. I convegni avevano una forte valenza performativa con presentazioni multimediali che comprendevano immagini, suoni e installazioni. Negli anni Novanta famosi sono stati gli incontri sul concetto di “Punto”. Gli scambi, suggestioni, lettere, dialoghi e interpretazioni estetiche e culturali si infittiscono e si sedimentano fino a che i quattro decidono di costituire Warburghiana nel 2005 (durerà fino al 2016 ed è visitabile on-line: www.warburghiana.it): concepita secondo due filoni il “concerto sinottico” e/o il “desktop” (l’idea di scrivania reale e virtuale). 

Dario Bellini ha avuto numi tutelari che sono stati come dei relé che hanno attivato discorsi e opere, tra questi il Futurismo, Breton, Adriano Olivetti, Adolfo Wildt, Shakespeare e la morte (di Riccardo II). E’ spesso stato accompagnato in Warburghiana dall’architetto Joseph Rykwert, indicativo è il suo video della Warburghiana 2007: Qui, forse! Che diventerà una mostra alla Neon FDV di Milano nel 2009. Fondamentali in questa riflessione sono l’atto di “indicare” (il motivo della Warburghiana del 2011) e la flanerie (ma automobilistica) per la città. 

Ogni centro è un centro è una particolare forma di performance che Bellini nomina come “scultura teatrale”, che mette insieme il termine di scultura, corpo dell’oggetto, corpo dell’attore e teatro, l’impersonare un ruolo, il recitare, quindi il riferimento al dialogo e alla densità del linguaggio. 

Il 2020 inizia con la “scultura teatrale” Tre pezzi facili uno comico (Galleria Milano, Milano) e l’ospitalità all’interno del progetto itinerante Gestozero animato da Maurizio Donzelli (Bergamo, Brescia, Cremona). E continua con il lockdown in cui nasce Ogni Centro è un Centro. Il Qui, forse! Diventa Qui, Certo! E l’indicare nella sua “iridescenza” diventa il “piantare un chiodo”. Un essere inchiodati al luogo, un penetrare in profondità, una stasi. Plasticamente, un esserci in ineludibile prossimità, nel chiuso delle proprie stanze, interfacciati con il mondo attraverso lo schermo del computer. Centrale è quindi l’interfaccia che Bellini riposiziona materialmente con il concetto di soglia, di porta, anzi di maniglia di cui riceve dagli amici artisti centinaia di rappresentazioni fotografiche.

La performance è animata da sei personaggi che, dovendo essere caratterizzati, vengono vestiti con le “divise” colorate di diversi sport: una tennista, una schermitrice, una runner, un calciatore, un ciclista, un pilota di motocross. Ognuno impersona un colore e la sequenza del dialogo è dettata dal lancio dei dadi. Il dialogo fatto di spezzoni di frasi, interiezioni, parole singole o frammentate, riprende in realtà, pur nella sua brevità, la sostanza dei discorsi di Bellini cresciuti all’interno della Warburghiana e si “pianta” in profondità nella problematica creata dal COVID, nel suo dramma della solitudine, della malattia, della morte. L’opera infine assume la forma di un Manuale con motivazioni, dialogo e contratto finale in base al quale chi possiede il manuale, possiede duchampianamente l’opera e può metterla in scena seguendo una sequenza libera per il dialogo, il suo significato rimarrà inalterato.

Scultura teatrale per sei attori a cura di Carmen Lorenzetti

- promossa da Istituzione Bologna Musei

Orari e prenotazioni:

La performance si svolge domenica 9 maggio dalle h 16-18 su prenotazione ai numeri 051 6496632 / 6496637 nelle seguenti giornate e orari: 3 e 4 maggio h 16- 20; 5, 6, 7, 8 e 9 maggio h 10-20.
I dati rchiesti saranno utilizzati solo ai fini della prenotazione dell’evento.

Durata 10 minuti. Ingresso di 25 persone ogni 15 minuti.

dom 9 maggio
@Palazzo d'Accursio (Cappella Farnese)

Dario Bellini. Ogni centro è un centro

scultura teatrale per sei attori | programma istituzionale ART CITY Bologna 2021