cover of Bekhbaatar Enkhtur. Tsam
Bekhbaatar Enkhtur, Felino, alluminio, 2021. Courtesy l'artista

L’opera di Bekhbaatar Enkhtur (Ulaanbaatar, Mongolia, 1994) mette in campo le potenzialità energetiche intrinseche di forme e materiali, con particolare riferimento alla scultura, nell’incontro con suggestioni visive, riferimenti e immagini proprie della cultura nomade e della terra di origine. Questi sono i presupposti attraverso cui l’artista articola la propria ricerca anche in Tsam, intervento da lui pensato per Marktstudio nell’ambito di MERCE, nuova modalità espositiva e di fruizione inaugurata lo scorso marzo. Non una mostra nel vero senso della parola, quanto invece un focus specifico su alcuni lavori appositamente realizzati per l’occasione, come spunti, ipotesi di un dialogo possibile con lo spazio di bottega, in vista di una sua ideale riconfigurazione.

Il progetto di Enkhtur, accompagnato da un testo di Enrico Camprini, si innesta, a partire dal titolo, nel solco della tradizione religiosa e rituale buddhista rievocando letteralmente la pratica della danza Cham, espressione variopinta di una forma di meditazione e di celebrazione dei cicli naturali, nonché di connessione profonda con tutti gli esseri viventi e ciò che ci circonda. La grande varietà di figure, maschere e motivi decorativi che caratterizza la danza costituisce per l’artista uno straordinario repertorio iconografico dal quale trarre spunto per la realizzazione dei bassorilievi che occupano, in primo piano, la vetrina di Marktstudio. Il rapporto tra gli oggetti in mostra e il luogo che li ospita innesca l’evidente cortocircuito, ricercato da Enkhtur, dato dalla collisione di due concezioni di spazio per molti versi opposte: quello della creazione artigianale – e della vendita – e quello legato alla sacralità e alla liberazione collettiva dalle costrizioni materiali, evocato proprio dai bassorilievi. 

Una riflessione sullo spazio è centrale non solo per l’esito dell’intervento dell’artista, ma anche per quanto riguarda il processo creativo in sé. Infatti, la produzione delle sculture, realizzate in peltro con la tecnica della fusione a staffa, è avvenuta all’interno di Marktstudio, secondo una prassi tipica del lavoro di Enkhtur, desideroso di stabilire un rapporto il quanto più possibile profondo, quasi di simbiosi, con il luogo che ospiterà le sue opere. Il paradossale tentativo di riconfigurare la bottega di via Don Minzoni si conclude, infine, con una serie di lavori grafici che costituiscono una sorta di didascalia per le sculture, rappresentandone anche l’origine processuale e un controcanto espressivo.

La collaborazione con Bekhbaatar Enkhtur – protagonista di recente al Nuovo Forno del Pane presso il MAMbo – si concretizza anche con la produzione di un multiplo a tiratura limitata (edizioni Libri Tasso).

Inoltre, sempre durante i giorni di ART CITY Bologna, ha luogo presso il giardino privato del Villino Giulia, Cambio della guardia, intervento site specific dell’artista a cura di Localedue, occasione per approfondire il lavoro di Enkhtur attraverso una lente ulteriore. 

Mostra/focus espositivo  a cura di Marktstudio

- in collaborazione con Il Perimetro dell’Arte


Orari di apertura ART CITY Bologna e prenotazioni:

Venerdì 7 maggio h 15.30-19.30
Sabato 8 maggio h 9.30-19.30
Domenica 9 maggio h 10-19

Orari di apertura ordinari:

lunedì, martedì, mercoledì, venerdì h 9.30-12.30 / 15.30-19.30; giovedì e sabato h 9.30-12.30

Ingresso:

gratuito

da ven 7 mag — a ven 4 giu
@Marktstudio - Il Perimetro dell’Arte

Bekhbaatar Enkhtur. Tsam

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