Mappature e intrecci, letture, ascolti e visioni beethoveniani con Emanuela Marcante e Daniele Tonini. UNIBO- Dottorato Letterature europee – Erasmus mundi

  • 4 marzo 2021, I incontro | online
    Forme di pathos: da E.T.A Hoffmann a Thomas Mann (passando per Heine, Balzac, Tolstoi, Gide, Hugo, Proust, Stefan Zweig e vari altri) Beethoven nella letteratura e nelle sue “inversioni energetiche”.
    La scoperta del potere straordinariamente e attivamente “energetico” e trascinante del genio beethoveniano, politico, rivoluzionario ma uguamente e empaticamente umano e consolatorio (da “compagno di strada” toccato da mille disgrazie) mette in azione nuove forme, ritmi, paesaggi musicali che – con gradazioni, collocazioni e tempi diversi – irrompono nel vissuto sociale e nell’immaginario letterario. A partire dalla Quinta Sinfonia fino all’apoteosi della Nona.
     
  • 11 marzo 2021, II incontro | online
    Beethoven sulle macerie: dalla fine del nazismo alla nuova vita di icona pop del dopoguerra e di simbolo europeo.
    Riannodando le fila di una fascinazione dalla “rinuncia” a Beethoven nel Doctor Faustus di Mann alla “ricostituzione della magia” di Beethoven (con il Trio dell’Arciduca) in Kafka sulla spiaggia di Murakami e al futuro “ambientalista” della sua musica nel Pastoral Project (passando attraverso la fantascienza, il fantastico e la distopia inglesi e americani fino ai graphic novel, e quindi attraverso Heinrich Böll e Günther Grass, Milan Kundera, Elie Wiesel, Nadine Gordimer, i temi razziali e il femminismo e altro ancora)
     
  • 15 aprile, III incontro | Via Centrotrecento 18, Aula D ore 15-17
    Prénom Ludwig van, storie di cinema: reinvenzioni biografiche e creazioni letterarie e visive, che si confrontano con il genio e il mito beethoveniani, nell’esaltazione e nella manipolazione, nell’evocazione e nell’adattamento della sua musica e della sua figura alle inquietudini e ai desideri del Novecento e quindi della nostra contemporaneità. Seguiremo le prime “apparizioni sullo schermo” del compositore nel grandioso simbolismo delcinema di Abel Gance degli inizi del Novecento fino alla produzione del secondo dopoguerra e della nostra contemporaneità, fermandoci sull’utilizzo dirompente di musica e riferimenti beethoveniani in Stanley Kubrick (la Nona Sinfonia) e Jean Luc Godard (gli ultimi Quartetti) come nel dissacrante Ludwig Van di Mauricio Kagel (per le celebrazioni beethoveniane del 1970) e quindi anche nelle tracce disseminate da Billy Wilder, da Hitchcock, da James Ivory, da Fassbinder o da Werner Herzog, da Woody Allen o dai fratelli Coen nei loro film. Una mappatura di narrazioni visive che con la musica di Beethoven si sono confrontate fortemente, duramente e appassionatamente.
gio 4 marzo
@online

Beethoven, i 'suoi' scrittori e i 'suoi' registi.

Scritture, forme musicali, immagini, montaggi, un’eterna ghirlanda brillante tra
la musica e le sue narrazioni