cover of All Stars. L'impensato come linguaggio umano

Il progetto espositivo nasce dal cercare di elaborare un quesito che nell’ultimo periodo, connotato da una profonda crisi globale, molti si sono posti; non solo privati cittadini, bensì tutto l’arco istituzionale: a cosa serve l’arte, qual è la sua reale utilità all’interno delle complesse sfaccettature di una società civile?

Per certi versi le circostanze emergenziali hanno determinato, perlomeno, una minore ambiguità tra le parti, quindi una maggiore possibilità di chiarimento dei rapporti di forza tra mondo culturale e quello giuridico-statale.
Sostanzialmente quello che è emerso come risposta racconta di una visione della prassi artistica nel suo complesso del tutto trascurabile, legata per lo più all’intrattenimento o a un surplus lontanissimo dai reali bisogni essenziali di una comunità. Una pratica, dunque, in alcun modo organica alla costruzione di una società equilibrata, plurale e democraticamente sana.

Ma è davvero così? Questa concezione dell’arte in cosa è difettiva, se lo è?

Per cercare di rispondere a queste domande si è pensato di rivolgerle ad alcuni dei più significativi maestri dell’arte moderna e contemporanea occidentale, interrogando le loro opere e soprattutto quello che presuppongono. Quello che sicuramente si può affermare è che ciò che accomuna tutti questi campioni è l’assunzione consapevole e volontaria di una postura di discontinuità rispetto alla propria epoca e a quanto in essa era dato per assodato e certo. Una tensione costante e progressiva volta a elaborare responsabilmente nuovi territori di pensiero fino a prima inesplorati e sconosciuti. 

La complessa fantasmagoria chiamata realtà, che oggi appare così tragica e bisognosa di competenti e liberi narratori, non era percepita da questi come qualcosa da assumere in modo passivo, bensì come una materia mobile e per certi versi caotica da plasmare e forgiare con il ritmo di una nuova e vitale conoscenza. 

In questo modo il mondo si rinnovava in un ciclo vitale formato, non per fatalità, per natura o per legge, ma dalla volontà di esseri coscienti che, pensando in modo radicalmente nuovo, ricreavano il mondo stesso e le sue strutture.

Dunque, per sintetizzare, a cosa serve l’arte?

Secondo questi grandi maestri l’arte è il simbolo della capacità dell’essere umano di creare costantemente nuovi contenuti di pensiero che, una volta formati e condivisi, possano edificare quella porzione di impensato che ci attende oltre l’obsolescenza di strutture concettuali ormai pericolanti.

Mostra collettiva a cura di Marcello Tedesco

- in collaborazione con Giovanni Avolio


Orari di apertura ART CITY Bologna:

Venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 maggio h 15-19 su appuntamento scrivendo a info@museotemporaneonavile.org.

Orari di apertura ordinari:

martedì, giovedì, venerdì h 15-19 su appuntamento scrivendo a info@museotemporaneonavile.org

Ingresso:

gratuito

da mar 4 mag — a ven 4 giu
@mtn | museo temporaneo navile

All Stars. L'impensato come linguaggio umano

mostra | programma istituzionale ART CITY Bologna 2021